|
Speciale Coetzee Speciale Harry Potter Speciale Simenon Storia della Medicina Speciale Dizionari Speciale Zolla Promozione 20% Promozione 25% Ultimo trimestre
Home Condizioni Ospiti Promozioni Ricarica
| |
Home
> Speciale Georges Simenon
 GEORGES SIMENON 1903-2003
Georges Simenon, considerato da un altro grande della letteratura francese quale André Gide “il miglior romanziere francese”, nasce a Liegi (Belgio) venerdì 13 febbraio 1903. Molto giovane cominciò a lavorare per il giornale “La
Gazette de Liège” dove, seguendo i casi di cronaca locale, si fece una prima fondamentale idea delle abitudini e dei comportamenti dei quartieri malfamati. L’esperienza acquisita gli sarebbe presto tornata utile. Il suo primo
libro Au pont des Arches, un racconto umoristico, risale al 1921. Negli anni successivi vedranno la luce più di duecento romanzi tutti pubblicati sotto vari pseudonimi. Nel 1930, sulle pagine di un settimanale,
si affaccerà per la prima volta Jules Maigret; il racconto “Pietr il Lettone” sarà pubblicato in volume l’anno successivo e da quel momento il commissario parigino accompagnerà costantemente la produzione di Simenon. Nell’arco di quarantadue anni il commissario Maigret sarà
protagonista di 75 romanzi e di 28 racconti brevi. La figura del commissario contribuì ad accrescere la notorietà di Simenon ed a consacrarlo come uno dei più grandi giallisti di tutti i tempi. Sebbene, infatti, non si considerasse un autore di rom anzi polizieschi e avesse pubblicato numerosissimi romanzi d'altro
genere, Simenon è, innanzitutto conosciuto, grazie anche a complicità cinematografiche e televisive, come il creatore di Maigret, ispettore della polizia parigina ed una delle figure più popolari della narrativa poliziesca contemporanea. Maigret non è né un duro alla Dashiell Hammet né l'ennesima
reincarnazione di Sherlock Holmes: è semplicemente un buon uomo, un piccolo borghese fra i tanti della Francia contemporanea, che ha tutto un repertoriodi abitudini e gusti, minutamente inventariati, ed il cui dispiegarsi, nei vari romanzi, ha sempre la facoltà di affascinare il lettore, sia che
riguardino la sua vita familiare, sia che concernano i molti grattacapi (stanchezza, irritazione, incomprensione) e le poche soddisfazioni (la pipa, il bicchiere di birra, il panino col wurstel) del normale tran tran di tutti i giorni, di
un uomo che solo per caso lavora alla polizia centrale
invece che in un ufficio o una banca. Ma Maigret è anche un efficiente risolutore di delitti: ed ai suoi risultati arriva grazie alle sue intense doti umane, che vanno dall'ostinazione più pervicace nel seguire la pista, alla calda capacità che il commissario dimostra nel
comprendere gli altri, e nell'individuare a colpo sicuro le smagliature e le contraddizioni della vita d'ogni giorno. Spesso i romanzi di Simenon rinunciano a seguire i tradizionali schemi dell’indagine poliziesca soffermandosi, invece, sull’atmosfera cupa della provincia francese o sul fascino del “sottobosco”
parigino, lasciandosi trasportare nelle vicende dei personaggi il cui comun denominatore è, non di rado, la solitudine. Gli anni della maturità di Simenon furono segnati da un burrascoso rapporto con la moglie Denyse: il loro matrimonio era da tempo profondamente in
crisi. La voracità sessuale di Simenon (dichiarò di aver avuto nella sua vita diecimila donne), un alcolismo che lo portava ad essere spesso ubriaco, condussero la moglie sulla via
della follia: nel 1964 si lasciarono
definitivamente e venne sostituita, per altro rapidamente, da Teresa, un’ italiana che resterà con lo scrittore fino alla sua morte. Contemporaneamente alla decisione di porre termine alla sua attività di romanziere Simenon scelse di trasferirsi a Losanna. Non furono
anni facili, ma il peggio doveva ancora arrivare: nel 1978 la figlia Marie-Jo si tolse la vita. Più tardi Simenon, in un’intervista ebbe a dire: «Volevo molto bene a mia figlia, era ancora molto giovane... La sofferenza fa parte della vita come la gioia. Contro la sofferenza non si può fare nulla. Ma dopo averla
provata, non si è più gli stessi. Non si può più trovare la stessa gioia di vivere...». L’ex moglie, Denyse, riversò interamente le colpe di quanto accaduto su di lui: dopo alcuni mesi di sofferto silenzio Simenon decise di tornare a scrivere per difendersi: questi furono i tragici avvenimenti che
portarono alla stesura di “Memorie intime”, ultimo libro edito in vita dallo scrittore. Negli ultimi anni Simenon è minato dal cancro che, progressivamente, ne devasta il fisico fino a renderlo semiparalizzato. Si spegne nella notte tra il 3 e il 4 settembre 1989. Solo attraverso i giornali, secondo una sua
precisa volontà, i tre figli apprenderanno della morte del padre. Un talento narrativo senza pari, una sterminata produzione, una meravigliosa lezione per gli scrittori e per i lettori: questa l’eredità più grande che Georges Simenon ci ha lasciato.
|