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Fino al 30/9/2010 promozione del 15% sul catalogo di Mondadori

Roberto Longhi

Da Cimabue a Morandi

Mondadori - Collana: Meridiani - Serie: Letteratura italiana del secondo Novecento

Pagine LXXX-1140 - Formato 11x18 - Anno 1973 - ISBN 9788804107293
Argomenti: Letteratura italiana, Saggistica, Pittura
Normalmente spedito in 3-5 gg. lavorativi

 Prezzo di copertina € 60.00

Promozione fino al 30/9/2010 - Prezzo: € 51.00
Sconto promozionale 15.00%
- Risparmio € 9.00

 



Note: Saggi di storia della pittura italiana scelti e ordinati da Gianfranco Contini

Caratteristiche: rilegato, in cofanetto, con sovraccoperta

 

Note di Copertina

La scelta dei testi curata da Contini vuole mettere in luce le straordinarie qualità letterarie di Longhi, la sua sensibilità di scrittore, accanto alla sua magistrale capacità di analisi dell'opera d'arte: da Giotto a Leonardo, ai "suoi" Carvaggio e Piero della Francesca, a Morandi e Carrà. Il volume si apre con quattro studi sulla prosa longhiana firmati da Cecchi, De Robertis, Mengaldo e dello stesso Contini


 

Indice - Sommario


Prefazione di Gianfranco Contini

Antologia critica su Longhi scrittore di Emilio Cecchi, Gianfranco Contini, Giuseppe De Robertis e Pier Vincenzo Mengaldo

Cronologia a cura di Gianfranco Contini


DA CIMABUE A MORANDI


Tavola ragionata dei capitoli Nota bibliografica generale a cura di Gianfranco Contini


 

Prefazione / Introduzione

Dall' introduzione di Gianfranco Contini

Una giustificazione del presente volume balza eviden-te a chi ricetta sulle seguenti parole di Emilio Cecchi:
" Singolare, che le virtù d'uno stile come questo, che brucia e si consuma tutto nella rivelazione critica, mentre sono tanto largamente ammirate e imitate, non abbiano ancora ottenuto preciso rilievo nelle storie della nostra letteratura [...]: si dice per dire come, in certi settori, siano tenaci la superstizione dei generi letterari, il conformismo accademico, e altri pregiudi-zi".
Queste così incisive parole, più sferzanti che amare, non sono state scritte da Cecchi, fra i letterati il più fedele sodale e amico di Roberto Longhi, quando egli rappresentava ancora un valore d'avanguardia; no, so-no state scritte (ed esse chiudono il suo contributo) per il numero che il 23 gennaio 1955 un settimanale, " La Fiera Letteraria", in gran parte dedicava a Lon-ghi, maestro che già aveva stampato la maggior parte dei suoi capolavori e da decenni si era, non certo in-serito, ma in qualche modo inalveato, con eccezionale prestigio, nelle gerarchie dell'ufficialità culturale. Ma sta il fatto che egli seguita ancor oggi a essere un grande scrittore più famoso che conosciuto (tolti be-ninteso, sul prevalente piano dei contenuti, gli specia-listi di storia delle arti figurative); anche se i fasci-coli dispari della rivista " Paragone" possano in qual-che misura aver contribuito a divulgare un'immagine meno imprecisa dell'autore.
Il presente volume ambisce precisamente a risarci-re una lacuna del mercato editoriale, fornendo, attraverso una larga scelta, anche a lettori non professio-nisti di storia dell'arte, materiale sufficiente per far ri-conoscere il livello espressivo dello scrittore: senza confronti il maggiore, anche prescindendo dal livello tecnico, che da quel settore sia provenuto alle arti della parola in qualsivoglia linguaggio. Dove pote-va, però, il pubblico finora approvvigionarsi? Se non per pochi pezzi più accessibili, in biblioteche altamen-te specializzate; e ci si può anche chiedere in quante di esse sia veramente ritrovabile la totalità degli scrit-ti, frantumati in molte sedi anche peregrino. Di que-sto inconveniente si era reso conto l'autore stesso, che negli ultimi dei suoi sessantenni di carriera lettera-ria aveva cominciato ad attendere a una, certo splen-dida, edizione delle sue Opere complete, non giun-gendo purtroppo neppure a metà del cammino. Si la-vora alla continuazione; che, per la grande delicatez-za dell'impegno scientifico, non potrà, nonostante ogni solerzia, essere compiuta in brevissimo tempo. Ma, an-che quando sarà ultimato il grandioso e nobile dise-gno, si tratterà ancora d'una collezione da consultare prevalentemente in biblioteche pubbliche e professio-nali, per di più munita di note di aggiornamento e di ogni altra apparecchiatura tecnica, nonché accompa-gnata da un raffinato corredo illustrativo (diversamen-te da altri suoi colleghi, Longhi seguì con attiva sim-patia il graduale progresso della fotografia, in nero e a colori, lui che pure da giovane, assistito da una no-tevole abilità manuale, s'era valso del disegno per i suoi appunti di viaggio). Il lettore non specialista, qual è anche il collettore di queste pagine, il lettore che sia per cultura generale almeno un dilettante di arti figurative, ma il cui nutrimento quotidiano sia la letteratura, ha bisogno d'altro. Per la prima volta gli viene offerto, radunato in un sol corpo, un numero notevole di pagine di Longhi, fra cui probabilmente tutte quelle che costituiscono il suo apice stilistico, e
ad ogni modo tutte le più celebri. Gli scritti qui ac-colti sono, con numerate eccezioni, integrali, nel sen-so che sarà sùbito definito.
Un simile risultato impone infatti una rinuncia es-senziale: quella assoluta alle note e all'apparecchiatura di cui si discorreva, a ogni corollario e appendice, e in primo luogo al corredo illustrativo. Si sa che Longhi, sollecitato qualche volta a mettere in circolazione la sua prosa fuori dei canali strettamente specialistici, non riuscì a superare innanzi tutto la duplice difficol-tà rappresentata dalla presenza o assenza delle illu-strazioni. E la cosa s'intende: Longhi non allestiva pro-ve sublimemente pretestuali di prosa d'arte, ma si de-dicava tutto a oggetti storici scientificamente appercepiti, per discorrere dei quali adoperare un determinato tono e suscitare un certo ordine d'invenzioni ritene-va un preciso significato critico. Difficilmente si po-trà dire che si otterrà con la nostra rinuncia un Lon-ghi dimidiato, visto che la 'metà' mancante è quella puramente strumentale: la decisione è nondimeno più facile al postero che all'autore in persona. Anche l'antologista avverte comunque che la lettura dei testi, per dare il massimo frutto, merita di essere reintegrata mediante la strumentazione filologica di cui li muni-scono le Opere complete per la parte eseguita, e per la parte condenda gli originali: il suo miglior premio sarà di avere stimolato a una tale impresa, con tutte le difficoltà biblioteconomiche che essa talvolta com-porta, e in ipotesi di promuovere qualche vocazione verso quest'ordine di studi. Non mancano del resto precedenti favorevoli: il Viatico in particolare provo-cò grande entusiasmo di pubblico già quando uscì, con quello che sarebbe temerità chiamare il 'nudo' testo, diviso in due puntate, su una rivista fatta disadorna dall'inopia dell'immediato dopoguerra, ancor prima di costituirsi in volume ricco di note, regesti e special-mente illustrazioni.


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