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Inni omerici
Mondadori
- Collana: Scrittori Greci e Latini (Fond. L. Valla) - Serie: Testi greci
Pagine LXXVI-652 - Formato 13x20 - Anno 1975 - ISBN 9788804119463
Argomenti: Classici greci e latini, Poesia
| Esaurito - Temporaneamente non disponibile |
Note: A cura di Filippo Càssola
Caratteristiche:
rilegato, con sovraccoperta, testo greco a fronte
Note di Copertina
Per uno strano mutamento del gusto, il lettore moderno ha quasi dimenticato che "Omero" non è soltanto l'autore dell'Iliade e dell'Odissea, ma dei meravigliosi "Inni", che nutrirono l'immaginazione dei poeti e dei pittori nel Rinascimento e nel Barocco. Non sappiamo quando siano stati composti. Sappiamo soltanto che corporazioni di poeti - in primo luogo quella degli Omeridi - li andarono recitando per secoli in Asia Minore, e in Grecia, per rallegrare le feste dove si radunavano i greci e sopratutto gli Ioni "dalle lunghe tuniche". Probabilmente nel quarto secolo, qualcuno mise insieme la raccolta che noi possediamo. Gli "Inni" comprendono alcune tra le pagine più belle della letteratura greca. Nessuno potrà dimenticare quel capolavoro di poesia patetica che è l'"Inno a Demetra: la dea silenziosa, che erra piena di dolore attraverso il mondo, cercando invano la figlia rapita, e siede lungo la strada, col capo velato, simile a una vecchia carica di anni. O il sublime slancio lirico dell'"Inno ad Apollo", quando per nove giorni e nove notti Leto conosce i dolori del parto, cinge una palma con le braccia, punta le ginocchia nell'erba tenera, e finalmente balza alla vita il più tremendo e luminoso fra tutti gli dei. O l'eleganza ironica con la quale viene rappresentato Ermete, l'ultimo, il più molteplice e versatile tra gli dei, dalla mente intricata, ambigua ed equivoca come quella di Ulisse : capace di inventare il fuoco e la cetra, il furto e l'inganno, la beffa volgare e la poesia che diffonde il desiderio d'amore e il sortilegio del sonno. Da questa raccolta di trentatre inni, più ancora che dell'Iliade e dall'Odissea, deriva la maggior parte delle nostre conoscenze letterarie sulla mitologia greca. L'ampio commento di Filippo Cassola disegna le diverse figure divine: ne segue ogni aspetto e metamorfosi: ricostruisce origini, istituzioni, riti, credenze, "misteri", oracoli; tanto da costituire la migliore introduzione, che un lettore di oggi possa desiderare, alla storia religiosa della Grecia antica.
Indice - Sommario
Introduzione generale
Bibliografia generale
TESTO E TRADUZIONE
Inno I. A Dioniso
Inno II. A Demetra
Inno III. Ad Apollo
Inno IV. A Ermes
Inno V. Ad Afrodite
Inno VI. Ad Afrodite
Inno VII. A Dioniso
Inno VIII. Ad Ares
Inno IX. Ad Artemide
Inno X. Ad Afrodite
Inno XI. Ad Atena
Inno XII. A Era
Inno XIII. A Demetra
Inno XIV. Alla Madre degli dei
Inno XV. A Eracle dal cuore di leone
Inno XVI. Ad Asclepio
Inno XVII. Ai Dioscuri
Inno XVIII. A Ermes
Inno XIX. A Pan
Inno XX. A Efesto
Inno XXI. Ad Apollo
Inno XXII. A Posidone
Inno XXIII. A Zeus
Inno XXIV. A Estia
Inno XXV. Alle Muse e ad Apollo
Inno XXVI. A Dioniso
Inno XXVII. Ad Artemide
Inno XXVIII. Ad Atena
Inno XXIX. A Estia
Inno XXX. A Gea, madre di tutti i viventi
Inno XXXI. A Elio
Inno XXXII. A Selene
Inno XXXIII. Ai Dioscuri
COMMENTO
Inno I. A Dioniso
Inno II. A Demetra
Inno III. Ad Apollo
Inno IV. A Ermes
Inno V. Ad Afrodite
Inno VI. Ad Afrodite
Inno VII. A Dioniso
Inno VIII. Ad Ares
Inno IX. Ad Artemide
Inno X. Ad Afrodite
Inno XI. Ad Atena
Inno XII. A Era
Inno XIII. A Demetra
Inno XIV. Alla Madre degli dei
Inno XV. A Eracle dal cuore di leone
Inno XVI. Ad Asclepio
Inno XVII. Ai Dioscuri
Inno XVIII. A Ermes
Inno XIX. A Pan
Inno XX. A Efesto
Inno XXI. Ad Apollo
Inno XXII. A Posidone
Inno XXIII. A Zeus
Inno XXIV. A Estia
Inno XXV. Alle Muse e ad Apollo
Inno XXVI. A Dioniso
Inno XXVII. Ad Artemide
Inno XXVIII. Ad Atena
Inno XXIX. A Estia
Inno XXX. A Gea, madre di tutti i viventi
Inno XXXI. A Elio
Inno XXXII. A Selene
Inno XXXIII. Ai Dioscuri
APPENDICE
Nota al testo
Indice delle parole greche discusse nel Commento
Indice dei nomi
Prefazione / Introduzione
Dall'introduzione
1. L'inno. I componimenti tramandati sotto il titolo Inni di Omero hanno ben poche caratteristiche comuni: sono scritti in esametri, nel dialetto dell'epopea omerica, e sono dedicati a divinità. Sotto molti altri aspetti, esistono differenze piuttosto notevoli. Alcuni inni contengono, dopo un esordio che annuncia il tema del canto e celebra le qualità del dio o della dea, una sezione narrativa più o meno ampia (da varie decine a varie centinaia di versi); segue una formula di congedo. Altri invece sono costituiti solo dall'esordio e dal congedo, o addirittura solo dall'esordio (XII). Talora la chiusa contiene una brevissima preghiera, ma questa può essere implicita, e non di rado manca: è noto del resto che gl'inni omerici non erano recitati durante cerimonie cultuali, bensì durante i festeggiamenti che accompagnavano queste cerimonie. Per contro, si può dire che gl'inni ad Ares (VIII) e ad Estia (XXIV, XXIX) siano essenzialmente preghiere. Spesso, ma non sempre, le ultime parole promettono "un altro canto".
La scelta del titolo "Inni" da parte dell'ignoto grammatico che compilò la raccolta è giustificata (oltre che dall'uso dei dotti antichi nelle loro citazioni) dal fatto che i poeti stessi, per tre volte, sostituiscono l'abituale congedo "mi ricorderò di un altro canto" con la formula "passerò a un altro inno ".