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Fino al 30/9/2010 promozione del 15% sul catalogo di Mondadori

Jorge Luis Borges

Tutte le opere - vol. 2

Mondadori - Collana: Meridiani - Serie: Letteratura latino-americana

Pagine XXXII-1472 - Formato 11x18 - Anno 1985 - ISBN 9788804271611
Argomenti: Letteratura latino-americana, Poesia, Narrativa
Normalmente spedito in 3-5 gg. lavorativi

 Prezzo di copertina € 60.00

Promozione fino al 30/9/2010 - Prezzo: € 51.00
Sconto promozionale 15.00%
- Risparmio € 9.00

 



Note: a cura di Domenico Porzio

Caratteristiche: rilegato, in cofanetto, con sovraccoperta

 

Note di Copertina

Scrittore coltissimo e raffinato, Borges ha saputo calare nei suoi testi il gusto per l'invenzione e la suggestiva visione del mondo come labirinto, come immensa biblioteca. In due volumi dei Meridiani è presentata - con testo a fronte quando si tratta di poesia - la traduzione delle "Obras completas 1923-1972" autorizzate dall'autore (Buenos Aires 1974), a cui Porzio ha aggiunto una scelta di testi successivi al '72


 

Indice - Sommario


Introduzione


L'ALTRO, LO STESSO


PER LE SEI CORDE


ELOGIO DELL'OMBRA


MANOSCRITTO DI BRODIE


L'ORO DELLE TIGRI


IL LIBRO DI SABBIA


LA ROSA PROFONDA


PROLOGHI


LA MONETA DI FERRO


STORIA DELLA NOTTE


TIGRI AZZURRE


LA CIFRA


SAGGI DANTESCHI


ATLANTE


Epilogo

Note


 

Prefazione / Introduzione

Dall'introduzione di Domenico Porzio

Buenos Aires, giugno 1985
1. Risospingo, dopo tre anni, la porta d'ingresso (Mai-pù 994) della casa dove, al sesto piano, abita Borges. Riattraverso il breve atrio di marmo giallo da dove parte la gialla marmorea scala elicoidale ed entro nel piccolo ascensore. Al sesto piano tocco brevemente il pulsante del campanello accanto alla porta di noce sulla quale luccica la breve targhetta d'ottone col breve ed illustre cognome: ed è subito Fanny. Più voluminosa, mi pare, e più sorridente nel volto indio, bruno e ma-terno. Mi regala sorrisi e parole cordiali; sapeva del mio arrivo per questi giorni dell'inverno argentino. Mi fa accomodare nel salotto-studio-sala da pranzo; il senor verrà subito. Le poltrone e il divano, già di stoffa ver-de, sono ricoperti da nuove fodere color giallo-ocra;
vagabondo con gli occhi per le pareti, il tavolo rettan-golare, l'eccentrico lampadario di vetro a più lampade, le librerie. La vecchia edizione (1923) della "Britan-nica" è al suo posto con la legatura di pelle morbida color tabacco un po' più lisa; sulla parete di sinistra gravita la scaffalatura con i cento volumi della enciclo-pedia "Espasa-Calpe"; noto, in una libreria d'angolo, alle spalle del divano, i grossi volumi verdi dell'"Enciclopedia Europea" dell'editore milanese Garzanti. Gli altri mobili - lo chiffonnier intarsiato, la consolle a due ripiani e con la breve alzata a specchio, la cassettiera con la ribalta - sono allineati sulla parete di destra. Rivedo, tra le fotografie appannate degli antenati Bor-ges e Acevedo, l'incisione del Piranesi (Tempio del dio Canopo alla Villa Adriana), e quella del Rossi (Piramide di Cestio).
Borges entra sorridente in monopetto blu, la mano già tesa nella probabile direzione della mia. Sapeva di questo concordato mio soggiorno a Buenos Aires; non mi sorprende il suo buon umore, ne la sua giovanile vecchiaia che raggiungerà, in agosto, gli ottantasei an-ni: ci eravamo incontrati a Milano meno di un mese fa. Lo accompagno verso il divano dove si siede e mi illustra il manico intarsiato del suo bàculo egipcio, il bastone egiziano regalategli da Maria Kodama al Cairo. Fanny - il nome intero della fedele governante è Epi-fania - mi serve mate azucarado, sorpresa che non mi piaccia amargo, come si dovrebbe e come usa lei che ne beve (mi dirà el senor a voce bassa) una ventina al giorno; e su mia richiesta spiega che la hierba dell'in-fuso (due terzi di foglie e uno solo di acqua calda) non è un'erba, come supponeva la mia disinformazione, ma è composta dalle cime giovani dei rami di un albero, essiccate e frantumate. (Più tardi, in disparte, per non ri-cordare un dolore al senor, mi comunica che Beppo, il grande e vecchio gatto bianco, è morto; aveva più di dodici anni e aveva subito più di una operazione, inutil-mente.)
Con Borges stabilisco un programma di lavoro per i prossimi giorni. Io devo raccogliere, con il suo con-senso, documenti e fotografie riguardanti lui e la sua famiglia ed ho poi una serie di dubbi per la traduzione italiana dei testi destinati al secondo volume delle sue opere complete. Cercherà, mi dice, nei suoi cassetti; chiederà, per me, a sua sorella Norah, che mi farà conoscere; mi indirizzerà all'archivio de "La Nación"; mi consiglia anche l'archivio di Maria Kodama; potrò fotografare tutto ciò che voglio nel suo appartamento. Mi chiede in cambio se, nei prossimi giorni, potrò leggergli qualche testo in italiano e se potrà dettarmi qualche verso. Accetto il patto, felice. Precisa che vuole farsi rileggere Dante. Faremo - dice - una pequena "società dantesca", come fece Longfellow, con due suoi amici, durante la guerra di Secessione. La proget-tata lectura Dantis lo rende già impaziente. "il Boc-caccio" dice "in una chiesa di Firenze lesse e com-mentò, su invito ufficiale, una quindicina di canti del-la "Commedia". Ma gli intellettuali fiorentini, per in-vidia o per astio, lo fecero smettere. Peccato: avremmo avuto un documento completo e forse straordinario. Gli intellettuali in tutti i secoli sono sempre stati delle canaglie."
Arriva Maria Kodama e decidiamo di andare a cena insieme nel ristorante del vicino Hotel Dora, dove al-loggio. Borges ordina riso bianco con burro (arroz bian-co con manteca), e, per dessert, succo d'arancia e l'inobliabile dulce de leche. Mi associo. "Bianco e black, che in inglese è "nero"" mi spiega "hanno la stessa radice la quale ha significato di senza colore e perciò vale in entrambe le parole." Quando termina di man-giare lentamente il suo riso, tra divagazioni ora preoc-cupate sulla situazione economica argentina (ieri il go-verno di Alfonsin nella speranza di congelare l'infla-zione ha varato una nuova moneta, l'Austral che so-stituisce il Peso) ora evocative di strade e quartieri di Buenos Aires, mormora sorridendo: "La bocca sollevò dal fiero pasto...".
2. Mi chiede, indicandomi una zona della libreria, di disporre sul tavolo le sue edizioni della Divina Com-media. Sono una mezza dozzina, di cui una illustrata: dello Scartazzini, del Momigliano, del Casini-Barbi, del Provenzal, del Sapegno, del Grabher. Prendiamo anche la traduzione inglese del Longfellow. La nostra umile lectura Dantis consiste in questo: leggo lentamente, spesso ripetendo alcune terzine, un canto o una sua parte, controllando e mettendo a confronto, su richiesta del mio ascoltatore, le note nelle varie edizioni dispo-nibili. Quindi rileggo il canto senza più interruzioni. . . .


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