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Fino al 31/8/2010 promozione del 15% sul catalogo di Mondadori

Thomas Mann

Lettere

Mondadori - Collana: Meridiani - Serie: Opere di Mann

Pagine XLVI-1114 - Formato 11x18 - Anno 1986 - ISBN 9788804275732
Argomenti: Letteratura tedesca, Narrativa
Normalmente spedito in 3-5 gg. lavorativi

 Prezzo di copertina € 55.00

Promozione fino al 31/8/2010 - Prezzo: € 46.75
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Note: A cura di Italo Alighiero Chiusano

Caratteristiche: rilegato, in cofanetto, con sovraccoperta

 

Note di Copertina

Scelte, tradotte e presentate da Italo A. Chiusano, le lettere di Mann spaziano dal 1889 a 1955 e documentano in modo decisivo la figura dell'uomo e dello scrittore.


 

Indice - Sommario


Introduzione, di Italo Alighiero Chiusano

Cronologia, a cura di Roberto Fertonani


LETTERE - traduzione di Italo Alighiero Chiusano


Note, a cura di Italo Alighiero Chiusano

Bibliografia, a cura di Enrico Ganni

Indici


 

Prefazione / Introduzione

Dall'introduione di Italo Alighiero Chiusano

Thomas Mann morì a Zurigo, ottuagenario, il 12 agosto 1955. Nel 1961 sua figlia Erika, sempre vicinissima al padre, talvolta collaboratrice alla sua opera (molto ascoltati dal "Mago", come Mann lasciava che lo si chiamasse in famiglia, i consigli che Erika gli dava in fatto di tagli e alleggerimenti stilistici), pubblicava un primo volume di lettere scelte (Briefe 1889-1936,), una raccolta allora prevista in due volumi. L'autore era morto da poco, ma da tempo "era diventato storico a se stesso". La sua vita e la sua opera ave-vano già una sistemazione canonica che chiamava a gran voce, parallela a vari carteggi particolari (con Paul Amann, Ernst Bertram, Karl Kerényi, più tardi con Robert Paesi, Walter von Molo, il fratello Heinrich, Hermann Hesse, Hans Friedrich Blunck, G.B. Fischer, ecc.), una grande antologia epistolare panoramica che ci presentasse Mann nei più svariati rapporti e nei più diversi stili in tutte le età della sua lunga vita.
Il secondo volume (Briefe 1937-1947J uscì nel 1963. Ma, come si vede dal titolo, il piano dell'opera era mutato. Il primo volume aveva avuto successo, e raccogliendo il ma-teriale si era visto che ridurre gli anni dal 1937 alla morte (1955) in un volume solo avrebbe comportato o la confe-zione di un tomo troppo dissimile, per grossezza, dal primo, o l'esclusione di troppe lettere interessanti.
Così nel 1965 usciva il terzo e ultimo volume (Briefe 1948-1955). Ma anche quest'ultimo conteneva una sorpresa. S'intitolava Nachlese (Spigolature) ed era costituita da oltre una cinquantina di messaggi epistolari che cronologi-camente appartenevano al primo volume, ma che per vari motivi erano saltati fuori solo dopo la sua pubblicazione.
Spigolature che andavano dal marzo 1900 al 26 dicembre 1936, con un'unica lettera del 1938, che perciò si sarebbe dovuta includere nel volume secondo. Particolarmente ric-ca e interessante, in quest'aggiunta finale, la mazzetta di let-tere indirizzate ai fratelli Ehrenberg, soprattutto al pittore Paul, amico degli anni monacensi prima dell'avvento della fidanzata e poi moglie Katia Pringsheim: un coetaneo per il quale Mann sentì una profonda attrazione omosessuale che qualche lettera (ad es. quella del 2.V.1902) lascia discretamente ma chiaramente indovinare.
Non si avevano, allora, quegli strumenti di approfondita lettura manniana che sarebbero poi stati i Tagebiicher (Diari). C'era ancora il veto di aprire e di rendere noti quei pacchi, che una nota manoscritta (e criticamente inaccetta-bile) di Thomas Mann stesso definiva "privi di valore artisti-co". La lettura di quelle pagine segrete e in parte scottanti o irritanti, mai vacue o banali, sarebbe cominciata solo nel 1977, partendo dal 1933, anno dal quale i Tagebucher non furono più bruciati dall'autore, come purtroppo era accadu-to via via per tutte le annate precedenti. Ma si scoprì anche una felice eccezione: le annate 1918-1921, conservate forse per documentarsi sul mondo sociale, politico, culturale del "Doctor Faustus", e offerte ai lettori nel 1979. Come si sa, la pubblicazione di questi interessantissimi diari, ogni volume dei quali fa spicco, via via che esce, in mezzo alla produzio-ne letteraria corrente, è tutt'altro che terminata, e conti-nuerà ancora per alcuni anni. Migliaia e migliaia di pagine che ci rivelano molto di più (ma senza mai svelarcene in pieno il mistero) di quest'uomo enigmatico, moderato e rivoluzionario, goethianamente olimpico e nevrotico sino al-la disperazione; e che, in tutti i casi, ce ne descrivono dal di dentro le giornate, anche nei loro aspetti più ripetitivi e incolori: letture, passeggiate, incontri, problemi di salute e di sesso, viaggi e conferenze, notizie politiche, pensieri, bollet-tino meteorologico, rapporti e avvenimenti familiari. (Potrà essere di un certo interesse anticipare che, in questa stessa collana, a pubblicazione originale compiuta, daremo di questa chanson de geste della diaristica novecentesca un'ampia antologia.)
Ben presto Thomas Mann, che un vero bohemien non fu mai - troppo vi si opponeva la sua natura, non priva di estri anche geniali, ma cauta e ipersensibile, molto bisognosa di costruirsi intorno una distanziante gabbia protettiva fatta di abitudini e di ritmi ben consolidati - sentì il bisogno di or-ganizzare le sue giornate in una scansione che potremmo de-finire ternaria e che dava anche espressione e sfogo a tre aspetti simili ma pur differenziati della sua natura. La mat-tina, tre o quattro ore dedicate alla creazione letteraria: i grandi cicli narrativi (spesso anni interi di lavoro paziente, meticoloso, quasi maniaco: talvolta, come nel caso del Giuseppe, interrotto dopo questo o quel volume per inserir-vi un'altra creazione narrativa, anche questa di lunga dura-ta, per tornar poi all'opus immenso rimasto interrotto, fino a condurlo a termine), i racconti più o meno brevi, la saggi-stica di mole e impegno o quella più "corsiva" e giornalisti-ca, in risposta alle "esigenze del giorno" (die Forderung des Tages). Che si trattasse di un capolavoro di ampio respiro o di un intervento polemico su un giornale, Thomas Mann non ha quasi mai fornito più di tre o quattro cartelle - limatissime, soppesate sillaba per sillaba - nel corso di una mat-tinata di lavoro. Ma erano poi pagine sulle quali stilistica-mente non tornava quasi mai, tanto erano definitive.
Il pomeriggio era stagione più riposata e riposante. Passeggiole, letture, visite di amici, piccole escursioni in città per incontri e acquisti. E la corrispondenza. Insomma, quasi tutto ciò che leggeremo in questo volume è nato nelle "ore del tardo pomeriggio e della sera" (vedi lettera dell'8.III.1942), scritto direttamente o dettato alla moglie o a un segretario da un Thomas Mann che ripensava alle pagi-ne "creative" vergate la mattina e pregustava quelle che avrebbe composte la mattina dopo.


Inizio

 

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