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Omero

Odissea - Cofanetto

Mondadori - Collana: Scrittori Greci e Latini (Fond. L. Valla) - Serie: Cofanetti

Pagine 2400 - Formato 13x20 - Anno 1986 - ISBN 9788804295099
Argomenti: Classici greci e latini, Poesia, Poema
Esaurito - Temporaneamente non disponibile


Note: A cura di Alfred Heubeck e Stephanie West - traduzione di G. Aurelio Privitera

Caratteristiche: rilegato, in cofanetto, con sovraccoperta

 

Note di Copertina

"Sarà sempre Odissea" intitolava Italo Calvino, nel 1981, l'articolo in cui presentava al pubblico il primo volume dell'edizione Valla/Mondadori. Il poema del "ritorno" di Odisseo costituisce l'archetipo del moderno romanzo d'avventure e la matrice di ogni teoria del racconto. L'Odissea è il libro al quale l'Occidente ha affidato il senso più profondo della ricerca, del viaggio, della fantasia, del sogno, dell'ironia, della maschera, dell'infinita capacità di metamorfosi. E il protagonista, Odisseo/Ulisse, è una figura modernamente ambigua, cangiante, "multiforme", ingegnosa, mobile come la realtà. Mediatore tra il mondo degli dei olimpici e la sfera della razionalità umana, egli esprime nell'inesauribile tensione verso la conoscenza intellettuale una sete di esperienza che non può mai placarsi.

A sei famosi omeristi è qui affidata una nuova interpretazione scientifica del poema: i loro commenti riflettono gli studi specialistici più avanzati. Unico è il traduttore (e coordinatore) italiano, Giuseppe Aurelio Privitera, ordinario di letteratura greca all'Università di Perugia.

"Per la chiara esegesi del testo e la discussione dei problemi i primi due volumi sono ammirevoli" Journal of Hellenic Studies).
"Abbiamo un'opera la cui ricchezza, indipendenza e assennatezza non possono mai essere abbastanza ammirate" (ClassicaI Review).

In questa Odissea, i maggiori omeristi occidentali (americani, tedeschi, fiamminghi, inglesi, spagnoli) si sono dati convegno per commentare il libro che ha più influito sulla psicologia e sulla letteratura europee : il libro senza il quale né Cervantes, né Defoe, né Stevenson, né Kafka, né Joyce avrebbero scritto i loro capolavori; il libro al quale l'Occidente ha affidato il senso più profondo della ricerca, del viaggio, della fantasia, del sogno, della lucidità, dell'ironia, della maschera, dell'infinita capacità di metamorfosi, che da trenta secoli lo distinguono ; il libro al quale l'Occidente non può rinunciare senza uccidere sé stesso. Come osserva Alfred Heubeck nell'introduzione generale, i poemi omerici - i poemi di quel doppio Omero, che ha scritto l'Iliade e l'Odissea - non sono figli dell'improvvisazione rapsodica, ma di una mente organizzatrice e costruttrice, che "forma" il materiale poetico : che prepara, accenna, allude, concentra, chiude; disegnando un'azione unitaria nel caso dell'Iliade, e mirabilmente duplice nel caso dell'Odissea. Il mondo dell'Odissea non è più quello eroico. Ad ogni verso siamo in preda all'avventura, alla magia, alla stregoneria, all'irreale, alla favola, all'immenso; e perciò il protagonista non è una figura semplice e lineare come Achille, ma una figura cangiante, ondeggiante e intricata come Ulisse, che sa vivere sia nel mondo delle dee-streghe e della morte sia nella realtà più umile, mascherato da mendico ; che si adegua a tutte le cose come il polpo si adegua alla roccia. I primi quattro canti che qui vengono proposti (la cosiddetta "Telemachia"), ritenuti tra i più deboli, ci offrono in realtà .alcuni tra i passi più prodigiosi dell'Odissea: ora nel registro famigliare - Euriclea che accompagna a letto Telemaco -, ora nel registro magico-favoloso - Proteo, il profetico Vecchio del mare, il dio della perenne metamorfosi (come Ulisse è l'uomo della metamorfosi perenne), che dorme, circondato dal suo gregge di foche.
Stephanie West ha annotato questi primi canti con un commento che stupirà il lettore colto per la ricchezza e la novità delle informazioni, tratte da ogni aspetto della letteratura e della storia. G. Aurelio Privitera è l'autore della bellissima traduzione, perfettamente fedele alla lettera, al tono, alla lentezza e alle improvvise concentrazioni dello stile omerico.


 



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