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Salvatore Quasimodo

Lirici greci

Mondadori - Collana: Classici Moderni / Oscar / Classici

n. 194 - Pagine 342 - Formato 12,5x19,7 - Anno 2004 - ISBN 9788804531845
Argomenti: Classici greci e latini, Letteratura italiana, Poesia
Esaurito - Temporaneamente non disponibile


Note: Tradotti da Salvatore Quasimodo

Caratteristiche: brossura, testo greco a fronte

 

Note di Copertina

Poche traduzioni, nella storia della letteratura, hanno avuto vasta eco come quella dei "Lirici greci" che Salvatore Quasimodo diede alle stampe nel 1940. Uno dei rari esempi in cui il tradurre diviene "un capitolo non secondario della vita della poesia". L'incontro con i frammenti di Saffo, Alcmane e Alceo, infatti, ha segnato un momento fondamentale nell'evoluzione artistica del poeta di Modica, ne ha coinvolto fin nell'intimo la poetica e la scrittura, modulandone le scelte ritmiche, lessicali e sintattiche nel senso di un'aspirazione a una rigorosa purezza. Quasimodo ha ritrovato l'immediatezza della lirica greca restituendo lampi di una cultura antica in una forma nuova, fedele eppure modernissima. La prima edizione dei "Lirici greci" innescņ un vivace dibattito culturale sul significato del tradurre, e del tradurre poesia, tanto fecondo per l'esperienza artistica della seconda metą del Novecento, e qui ricostruito efficacemente nei tre saggi di Luciano Anceschi riportati in appendice.


 

Indice - Sommario


Saffo:

Ad Afrodite

A me pare uguale agli dči

Invito all'Erano Plenilunio

A Gņngila

Tramontata č la luna

E di te nel tempo

Sulle belle chiome metti ghirlande

Ho parlato in sogno

Sulla tenera erba appena nata

Vorrei veramente essere morta

A Ermes

Ad Attide ricordando l'amica lontana

Muore il tenero Adone

Quale dolce mela

Come il giacinto

Quanto disperse la lucente Aurora

Fanciullezza

Ho una bella fanciulla

Alceo:

Decima Musa

Alla foce dell'Ebro

Ai Dioscuri

Sul capo che ha molto sofferto

Ma d'intrecciate corolle

Solo il cardo č in fiore

Perché aspettare le lucerne?

Io gią sento primavera

La conchiglia marina

Gią sulle rive dello Xanto

Erinna:

Lamento a Bąuci. Sul sepolcro di Bąuci in Telos

Voce dell'Urna

Voce di Bąuci

Anacreonte:

La fanciulla di Lesbo

Inverno

Voglio cantare il molle Eros

Timore dell'Ade

Eros

Artémone

L'amata cetra

Vento

Marte risparmia i vili

A un giovane morto per la patria

Alcmane:

Partenio

Dormono le cime dei monti

Il canto delle pernici

Il cerilo

Stesicoro:

A me non dą quiete

Ibico:

Come il vento del nord rosso di fulmini

Nuovamente Eros

Eurialo

Albero in riva al fiume

Lo stellato

I mirti e le viole

Simonide di Ceo:

Per i morti alle Termopili

Lamento di Danae

Mimnermo:

E le dolcissime offerte

Al modo delle foglie

Archiloco:

Con una fronda di mirto

All'amico d'un tempo

Teognide:

La gru (vv. 1197-1202)

Praxilla:

Lascio la luce bellissima del sole

E appari come vergine nel volto

Licofronide:

Né delle fanciulle ornate d'oro

Ad Artemide

Jone di Ceo:

La stella mattutina

Licimnio:

Acheronte

E il Sonno che prendeva diletto

Melanippide:

Le Danaidi

Ibria:

Per me č grande ricchezza la lancia

Anonimi:

Il mito di Arione di Metimna

Canto mattutino

Chiarimento e note alle traduzioni, di Salvatore Quasimodo


Postfazione, di Niva Lorenzini


 


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