Caratteristiche:
brossura, testo greco a fronte
Note di Copertina
Poche traduzioni, nella storia della letteratura, hanno avuto vasta eco come quella dei "Lirici greci" che Salvatore Quasimodo diede alle stampe nel 1940. Uno dei rari esempi in cui il tradurre diviene "un capitolo non secondario della vita della poesia". L'incontro con i frammenti di Saffo, Alcmane e Alceo, infatti, ha segnato un momento fondamentale nell'evoluzione artistica del poeta di Modica, ne ha coinvolto fin nell'intimo la poetica e la scrittura, modulandone le scelte ritmiche, lessicali e sintattiche nel senso di un'aspirazione a una rigorosa purezza. Quasimodo ha ritrovato l'immediatezza della lirica greca restituendo lampi di una cultura antica in una forma nuova, fedele eppure modernissima. La prima edizione dei "Lirici greci" innescņ un vivace dibattito culturale sul significato del tradurre, e del tradurre poesia, tanto fecondo per l'esperienza artistica della seconda metą del Novecento, e qui ricostruito efficacemente nei tre saggi di Luciano Anceschi riportati in appendice.
Indice - Sommario
Saffo:
Ad Afrodite
A me pare uguale agli dči
Invito all'Erano Plenilunio
A Gņngila
Tramontata č la luna
E di te nel tempo
Sulle belle chiome metti ghirlande
Ho parlato in sogno
Sulla tenera erba appena nata
Vorrei veramente essere morta
A Ermes
Ad Attide ricordando l'amica lontana
Muore il tenero Adone
Quale dolce mela
Come il giacinto
Quanto disperse la lucente Aurora
Fanciullezza
Ho una bella fanciulla
Alceo:
Decima Musa
Alla foce dell'Ebro
Ai Dioscuri
Sul capo che ha molto sofferto
Ma d'intrecciate corolle
Solo il cardo č in fiore
Perché aspettare le lucerne?
Io gią sento primavera
La conchiglia marina
Gią sulle rive dello Xanto
Erinna:
Lamento a Bąuci. Sul sepolcro di Bąuci in Telos
Voce dell'Urna
Voce di Bąuci
Anacreonte:
La fanciulla di Lesbo
Inverno
Voglio cantare il molle Eros
Timore dell'Ade
Eros
Artémone
L'amata cetra
Vento
Marte risparmia i vili
A un giovane morto per la patria
Alcmane:
Partenio
Dormono le cime dei monti
Il canto delle pernici
Il cerilo
Stesicoro:
A me non dą quiete
Ibico:
Come il vento del nord rosso di fulmini
Nuovamente Eros
Eurialo
Albero in riva al fiume
Lo stellato
I mirti e le viole
Simonide di Ceo:
Per i morti alle Termopili
Lamento di Danae
Mimnermo:
E le dolcissime offerte
Al modo delle foglie
Archiloco:
Con una fronda di mirto
All'amico d'un tempo
Teognide:
La gru (vv. 1197-1202)
Praxilla:
Lascio la luce bellissima del sole
E appari come vergine nel volto
Licofronide:
Né delle fanciulle ornate d'oro
Ad Artemide
Jone di Ceo:
La stella mattutina
Licimnio:
Acheronte
E il Sonno che prendeva diletto
Melanippide:
Le Danaidi
Ibria:
Per me č grande ricchezza la lancia
Anonimi:
Il mito di Arione di Metimna
Canto mattutino
Chiarimento e note alle traduzioni, di Salvatore Quasimodo
Postfazione, di Niva Lorenzini