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Fino al 30/9/2010 promozione del 15% sul catalogo di Mondadori

AA.VV.

Alchimia

Mondadori - Collana: Meridiani - Serie: Classici dello Spirito

Pagine 1566 - Formato 11x18 - Anno 2006 - ISBN 9788804558439
Argomenti: Chimica - Alchimia, Antologia
Normalmente spedito in 3-5 gg. lavorativi

 Prezzo di copertina € 60.00

Promozione fino al 30/9/2010 - Prezzo: € 51.00
Sconto promozionale 15.00%
- Risparmio € 9.00

 



Note: I testi della tradizione occidentale - A cura e con un saggio introduttivo di Michela Pereira

Caratteristiche: rilegato a colori, in cofanetto, con sovraccoperta

 

Note di Copertina

Il "paradiso" a cui il sapere alchemico dà accesso è la capacità di trasformare la realtà per portarla alla perfezione: perfezione che per la materia, e i metalli in particolare, si identifica con il processo di aurificazione, mentre per l'essere umano coincide con la perfetta salute e la longevità. L'antologia è suddivisa in tre grandi campiture cronologiche a loro volta strutturate in capitoli tematici; i testi, che vanno dalle prime testimonianze in ambito greco-romano e bizantino fino al Seicento, sono tutti introdotti da brevi presentazioni della curatrice dell'antologia, Michela Pereira, che insegna Storia della filosofia medievale all'Università di Siena. Il lettore è così guidato passo passo in un percorso che attraversa i secoli e le diverse culture. L'introduzione mette in luce come l'alchimia, correttamente intesa, sia - nella ricchezza dei suoi linguaggi e del suo simbolismo - la "madre" di molti discorsi filosofici, e si confronta con le diverse interpretazioni moderne (psicanalitica, antropologica ecc.). Il volume è corredato da articolati indici e da una tavola sinottica che connette lo sviluppo dell'arte-scienza alchemica con gli eventi culturali.


 

Indice - Sommario


Mater Alchimia - Trasformazione della materia e cura del mondo, di Michele Pereira

Quadro storico

Gli autori

Nota all'edizione


LE FONTI DELL'ALCHIMIA OCCIDENTALE

I. L'alchimia nel mondo greco

II. La tradizione arabo-islamica

III. Il passaggio all'Occidente


LA FIORITURA DELL'ALCHIMIA NEL MEDIOEVO LATINO

I. Le dottrine alchemiche fra XIII e XIV secolo

II. La medicina alchemica

III. Autori e ricerche


CONTINUITA' E MUTAMENTI FRA RINASCIMENTO ED ETA' MODERNA

I. La scienza occulta

II. L'innovazione paracelsiana

III. La tradizione ermetica


Note

Bibliografia essenziale

Indici


 

Prefazione / Introduzione

1. Entrare per una porta stretta

Se per la porta stretta vuoi entrare e nell'opera regolarti bene, il cappello dovrai sempre portare: solo con quello si va e si viene.

Così, in una Cantilena scritta agli inizi del Trecento, un anonimo alchimista catalano ammonisce il discepolo a non separarsi mai dall'alambicco (cappello o capitello era definita la parte superiore dello strumento da distillazione). All'alchimia si accede infatti col fare, sporcandosi le mani e rischiando non solo il fallimento dell'opera, ma anche i propri beni, il proprio buon nome, la propria stessa vita, se la materia, messa sul fornello per produrne la trasformazione mediante il calore del fuoco, dovesse disgraziatamente esplodere.
Invece noi cercheremo di entrare per questa porta — stretta proprio come, tradizionalmente, si dice sia la porta del Paradiso — portandoci dietro non l'alambicco ma un fardello di parole, una lunga teorìa di testi, nei quali da sempre (o, per meglio dire, dal II-III secolo dell'era cristiana) gli alchimisti hanno depositato il loro sapere: talora un sapere guadagnato nell'esperienza ed esposto sobriamente con stile vicino a quello della scrittura filosofica o scientifica coeva, talora invece un sapere visionario, presentato come sogno o rivelazione profetica, tradotto in immagini bizzarre e inquietanti. Si potrebbero nutrire seri dubbi sul fatto che quest'attrezzatura, del tutto inadatta a essere posta sul fuoco, possa aprire l'accesso al «chiuso palazzo del re» - così denomina l'alchimia uno dei più celebri autori del Seicento, Eirenaeus Philalethes, da cui ebbe i primi insegnamenti alchemici Isaac Newton. Tuttavia proprio il maestro catalano, che sarebbe divenuto famoso per gli scritti d'alchimia in seguito attribuiti al filosofo Raimondo Lullo, in una pagina del mo Testamentum - che della Cantilena è «quasi un commento» — precisa al discepolo: «Figlio della dottrina, se non comprendi prima di tutto la natura delle cose mediante la teoria, non sarai mai in grado di regolare bene la tua opera». E la teoria si apprende dai libri, oltre (o certe volte invece) che dalla viva voce di un maestro, perché «un libro spiega ciò che nell'altro rimane oscuro» (liber librum aperit); la lettura dei grandi autori è raccomandata come propedeutica alla pratica alchemica fin da quando, a Bisanzio e nell'Isiam, si prende coscienza del formarsi di una tradizione; tale raccomandazione ha guidato la redazione di questo volume, come aveva guidato la scrittura dei "detti dei filosofi", genere cui appartengono alcuni dei testi considerati fondamentali da tutti gli alchimisti: la Turba philosophorum, i vari Rosarii i Symbola aureae mensae duodecim nationum e molti altri.


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