Home Novità Editori Ricerca Carrello

Condizioni ] Ospiti ] Promozioni ] Ricarica ]


Ricerca veloce

 

Home
Novità principali
Altre Novità A-L
Altre Novità M-Z
Editori
Ricerca
Carrello

Condizioni
Ospiti
Promozioni
Ricarica

Fino al 30/9/2010 promozione del 15% sul catalogo Einaudi

AA.VV.

Greci (I) Storia Cultura Arte Societa' - Vol. 2.2 - Una storia greca. Definizione

Einaudi - Collana: Grandi Opere - Serie: I Greci

Pagine XL- 1438 - Formato 15x21 - Anno 1997 - ISBN 9788806144005
Argomenti: Storia
Normalmente spedito in 3-5 gg. lavorativi

 Prezzo di copertina € 140.00

Promozione fino al 30/9/2010 - Prezzo: € 119.00
Sconto promozionale 15.00%
- Risparmio € 21.00

 



Note: a cura di Salvatore Settis - con 252 inllustrazioni

Caratteristiche: rilegato, illustrato, in cofanetto, con sovraccoperta, opera in più volumi

 

Note di Copertina

Il tomo centrale del secondo volume reinterpreta con abbondanza di indagini originali gli aspetti fondativi della classicità greca: il periodo aureo, quello della massima fioritura artistica e culturale, e dell'apogeo politico di Atene.

Il tema, per la sua particolarità, ha richiesto una straordinaria articolazione: ben 51 saggi di autori diversi, con la consueta ricchezza di apparati iconografici. La scommessa di re-inventare e re-interpretare la grecità raggiunge qui, forse, i suoi risultati più interessanti. È il momento in cui le poleis devono confrontarsi con i popoli vicini, nella prima vera contrapposizione tra la civiltà dell'occidente e la civiltà, genericamente, «asiatica»; ma è anche il momento in cui giungono al parossismo le tensioni interne tra le componenti del variegato mondo della Grecia classica, e già si profila all'orizzonte la minaccia macedone e la perdita dell'indipendenza. Nel frattempo, con un movimento di segno uguale e contrario, si definisce compiutamente un'idea di grecità: spazi comuni, modelli culturali e sociali condivisi, costruzione del mito del «classico».


 

Indice - Sommario


Premessa

Elenco delle abbreviazioni


DEFINIZIONE - LA STORIA E LO SPAZIO GRECO


DAVID ASHERI - Identità greche, identità greca

MAURO CORSARO - I Greci d'Asia

MICHEL GRAS - L'Occidente e i suoi conflitti

MARTA SORDI - La Grecia degli ethne: genti e regioni settentrionali e centrali

JOHN K. DAVIES - Sparta e l'area peloponnesiaca. Atene e il dominio del mare

DAVID ASHERI - Lotte per l'egemonia e l'indipendenza nel V e IV secolo a. C.

TONIO HÖLSCHER - Immagini dell'identità greca


LE REGOLE DELLA CONVIVENZA


PAULINE SCHMITT-PANTEL - Delfi, gli oracoli, la tradizione religiosa

FRANÇOISE FRONTISI-DUCROUX - Dioniso e il suo culto

FRITZ GRAF - I culti misterici

ALBERTO MAFFI - Forme della proprietà

DETLEF LOTZE - Il cittadino e la partecipazione al governo della polis

FRITZ GSCHNTIZER - Abitanti senza diritto di cittadinanza: non liberi e stranieri

LUIGI GALLO - Lo sfruttamento delle risorse

HANS-JOACHIM GEHRKE - La stasis

KARL-JOACHIM HÖLKESKAMP - La guerra e la pace

SALLY C. HUMPHREYS - Leggi, tribunali, processi

LUCIO BERTELLI - Progettare la polis

EMANUELE GRECO - Definizione dello spazio urbano: architettura e spazio pubblico


LE FORME DELLA COMUNICAZIONE


ODDONE LONGO - Circolazione dell'informazione

MARIO LOMBARDO - Circolazione monetaria e attività commerciali tra vi e rv secolo

WOLFGANG RÖSLER - Trasmissione culturale tra oralità e scrittura

MARIA LETIZIA LAZZARINI - La scrittura nella città: iscrizioni, archivi e alfabetizzazione

LUIGI ENRICO ROSSI - Lo spettacolo

JACQUES JOUANNA - Il medico tra tempio, città e scuola

BARBARA CASSIN - Le arti della persuasione

PIERRE ELLINGER - Il mito: riscritture e riusi

MARGOT SCHMIDT - Iconografia del mito

ANNA BELTRAMETTI - Immagini della donna, maschere del logos

FRANÇOIS LISSARRAGUE - L'immagine dello straniero ad Atene

FRANÇOIS HARTOG - La storiografia fra passato e presente

LUCA GIULIANI - Il ritratto

MARIA LUISA CATONI - Quale arte per il tempo di Platone ?


PERCORSI DI UN SAPERE


CATHERINE DARBO-PESCHANSKI - Aitia

MALCOLM SCHOFIELD - Arche

GIOVANNI FERRARI - Logos

PATRIZIA PINOTTI - Metaxy

DAVID BOUVIER - Mneme. Le peripezie della memoria greca

DIEGO LANZA - Pathos

ISABELLA TACCHINI - Pepsis

JIM HANKINSON - Semeion e tekmerion. L'evoluzione del vocabolario di segni e indicazioni nella Grecia classica

PIERRE PELLEGRIN - Techne ed episteme


GLI EVENTI, LA MEMORIA, L'ESEMPIO


ZOE PETRE - L'uso politico e retorico del tema del tirannicidio

MICHEL NOUHAUD - Maratona, le Termopili, Salamina

CHRISTOPH HÖCKER e LAMBERT SCHNEIDER - Pericle e la costruzione dell'Acropoli

ADOLF HEINRICH BORBEIN - La nascita di un'arte "classica"

ANTONIO NATAUCCHIO - L'amnistia

MARIA MICHELA SASSI - La morte di Socrate

GLENN W. MOST - Atene come scuola della Grecia


Indici

- Personaggi e altri nomi antichi

- Luoghi e popoli

- Autori moderni e altri nomi non antichi

- Fonti


 

Prefazione / Introduzione

Dalla Premessa di Diego Lanza

Il titolo di questo volume è Definizione. Definizione dei tratti che ai nostri occhi caratterizzano la civiltà greca nella sua più vera essenza ? Se cosi fosse, ciò si ridurrebbe a un piccolo trucco per riproporre, con altra, apparentemente più scaltra, terminologia, l'usato paradigma dell'apogeo, del culmine, della maturità. Il periodo storico trattato è infatti | quello tra l'insorgere del conflitto con l'impero persiano e la fine dell'indipendenza delle città greche, cioè tra la fine del vi e la metà del IV secolo, il periodo che una lunga consuetudine ci ha resi avvezzi a chiamasi re classico.
Ma sotto l'essenziale esemplarità, che per tradizione siamo soliti riconoscere in questa Grecia, non è difficile sorprendere un intento quanto più quanto meno esplicito: i Greci di questo periodo appaiono impegnati in un grande sforzo per delineare una propria compiuta immagine, per dichiarare con chiarezza i propri caratteri distintivi, in una parola per affermare con perentoria persuasività la loro stessa identità culturale. Definizione dunque perché anzitutto autodefinizione.
Autodefinizione di fronte al diverso, al barbaro sapiente e potente da cui ci si sente minacciati ? La spiegazione è suggestiva e in parte anche probabile, ma forse non del tutto convincente. Da una parte è in atto una forte permeabilità economica, politica, culturale tra le città greche e l'impero persiano; è una permeabilità non proclamata, talvolta si può dire persino occultata, ma sempre operante efficacemente. Dall'altra, nonostante vi concorrano personalità giunte da ogni parte del mondo greco, è soprattutto, o quasi esclusivamente, in Atene che si realizza questo grande disegno definitorio. Atene è per cosi dire il vivace sfondo dell'autoritratto collettivo. Ma da sfondo Atene inavvertitamente si trasforma nel soggetto stesso che si va ritraendo. Il tacito slittamento è cosi accortamente potente che nella tradizione successiva, a cominciare dalla Roma augustea, Grecia e Atene tendono a coincidere, la prima a esaurirsi nella seconda.
Come sottraisi a questa insidia storiografica ? Certo, estendendo il raggio dell'indagine a tutto intero il mondo greco del tempo, ciò che si è fatto soprattutto nella prima sezione del volume. Ma non soltanto questo. Accanto a quella che si potrebbe semplificatoriamente chiamare la confusione degli spazi, lo storico di quest'epoca deve infatti fare i conti con una confusione dei tempi. Per delineare il loro affascinante autoritratto, i Greci dovettero servirsi di più specchi, quelli che un'intelligente indagine moderna ha definiti 'miraggi': il miraggio egizio, il miraggio spartano e, celato sotto di questo, il miraggio persiano. Ma il più efficace di questi miraggi-specchi si rivela quello del passato o, se preferiamo mantenerci fedeli alla loro terminologia, dell'antico.
E nell'immagine dell'antico che essi riconoscono il principio forte di legittimazione della propria identità; un antico che naturalmente si sfrangia: che può risalire alle stesse origini del mondo, al diluvio, al racconto dei tre fratelli eponimi delle tre stirpi greche, o solo alle età che riconosciamo come storiche, ma che amano confondersi nella memoria, alle figure dei grandi legislatori: Dracene, Licurgo, Solone. Anche nella memoria biografica dei protagonisti l'antico riappare operante: l'apparizione dell'eroe fondatore Teseo fa parte del racconto dei testimoni della battaglia di Maratona.
E un antico che talvolta non può non apparirci più che ricostruito, costruito; ne ciò deve sorprenderci. I Greci in questo non sembrano aver compiuto nulla di eccezionale: il riconoscimento della propria identità sociale passa quasi sempre per la costruzione, o ricostruzione, di un passato. Ma il periodo fine vi - metà del IV secolo, che in questo volume è stato considerato in modo sostanzialmente sincronico, non è solo il tempo dell'affermazione dei Greci di fedeltà alle proprie origini. Il gioco di specchi tra presente e passato agisce anche al suo interno: alla pretesa contemporaneità con episodi e figure della storia ateniese di v secolo che constatiamo disinvoltamente ostentata soprattutto nell'oratoria del IV, si accompagna il senso di distacco che ricaviamo dagli appunti aristotelici sulla tragedia o dalla rievocazione dell'ambiente culturale aristocratico, uno dei motivi forse di maggior fascino della scrittura platonica.
La suggestione di quest'epoca sembra scaturire dal comporsi di una ricchissima serie di contrasti e di contraddizioni in un quadro unitario orgogliosamente encomiastico, in una sorta di collettivo autoritratto idealizzato del mondo greco. E questo quadro, questo autoritratto che nelle epoche successive è stato accolto e ammirato da ogni forma di classicismo come l'autentica immagine di quel che i Greci erano riusciti ad essere in una splendida esemplare acronia.
In quest'opera si è tentato naturalmente un approccio diverso. La prima sezione del volume, come. già si è detto, mostra la pluralità delle condizioni storiche delle diverse regioni greche; nella seconda e nella terza si indagano le specifiche modalità di organizzazione e di funzionamento delle strutture sociali e politiche nonché delle forme della comunicazione, dell'elaborazione culturale, della rappresentazione ideologica. Nella quarta sezione si è voluto suggerire, attraverso qualche esempio particolarmente significativo, quale problematicità si celi sotto alcuni lemmi di un lessico intellettuale che dai Greci si è trasmesso fino ad oggi apparentemente senza alterazioni e che si è soliti adoperare con disinvolta sicurezza. Un lessico che a uno sguardo attento si rivela molto insidioso perché, a dispetto del mutato quadro antropologico, pretende talvolta di imporre dall'identità dei significanti l'identità dei significati. La quinta sezione infine continua quel che era già presente nel primo volume di questa storia: si illuminano avvenimenti e figure che già i contemporanei valsero a trasformare in immagini paradigmatiche.
Definizione dunque, o meglio definizioni: la rottura di una pretesa rappresentazione unitaria non è soltanto effetto del concorrere di molti approcci, di diverse scritture, eredi di differenti matrici culturali; essa è segnata dalla comune consapevolezza della necessità di marcare un forte scarto antropologico da un'età al cui fascino, per la nostra stessa formazione culturale, non possiamo in qualche modo non soggiacere.
Si è accennato alla forte permeabilità che contraddistingue tutto il mondo antico e cui la cultura greca non fa eccezione; ai rapporti tra i Greci e gli altri popoli non sono tuttavia dedicate in questo volume che annotazioni episodiche. Ciò è perché a tali rapporti sarà dedicata una vasta sezione della terza parte dell'opera.


Inizio

 

Sito ottimizzato per una visualizzazione a 1024x768 pixel

Liberweb S.r.l. - Tel. +39 011 403 0358 (LU-ME-VE 09.30-12.30 14.30-17.00 - MA-GI 09.30-12.30)
- Fax +39 011 403 7660 - E-mail info@liberonweb.com  - P.IVA 07981840015