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Fino al 30/9/2010 promozione del 15% sul catalogo Einaudi

Behzad Yaghmaian

Abbracciando l'infedele

Einaudi - Collana: Stile libero Inside / Stile Libero

Pagine 370 - Formato 13,5x20,5 - Anno 2007 - ISBN 9788806182687
Argomenti: Immigrazione / Emigrazione, Islamismo
Normalmente spedito in 3-5 gg. lavorativi

 Prezzo di copertina € 16.00

Promozione fino al 30/9/2010 - Prezzo: € 13.60
Sconto promozionale 15.00%
- Risparmio € 2.40

 



Note: Storie di musulmani migranti verso Occidente - Traduzione di Norman Gobetti

Caratteristiche: brossura, illustrato

 

Note di Copertina

Ritratti di donne e uomini partiti da Iraq, Sudan, Afghanistan e altri Paesi ancora, in viaggio verso una terra promessa. Mariti separati dalle mogli, bambini lontani dai genitori, famiglie dislocate per sempre. Un racconto indimenticabile e commovente di coraggio, eroismi, speranze.

È un esodo silenzioso e inarrestabile quello dei migranti musulmani in viaggio da Medio Oriente e Asia centrale verso Occidente. Sopravvissuti quasi tutti a guerre e violenze, a persecuzioni politiche o sociali, hanno un solo desiderio, quello di vivere in pace, e nessun interesse per fanatismi di sorta. In anni di viaggi e soggiorni sul campo, Yaghmaian ne ha raccolto e fotografato le storie. Un dramma umano che si ripete sulle strade che da Istanbul, Kandahar, Baghdad, Islamabad, portano a Parigi, Londra, New York, passando per tendopoli, centri di accoglienza, container, varchi nelle frontiere. Un libro che piú di ogni altro contribuisce a demolire l'immagine di un Islam solo terrorista, presentandoci un'umanità calda e dolorosa in cerca di migliori condizioni di vita.

«Shadi e Nima dall'Iran, Shahrokh Khan dall'Afghanistan, Roberto dall'Angola, Nur dal Sudan - tutti erano scappati per salvarsi la vita. Avevano bombardato i loro villaggi, gente armata aveva fatto irruzione nelle loro case, soldati avevano ucciso i loro cari. Nel corso della fuga erano stati preda di criminali, vittime di malattie. Volevano soltanto un posto sicuro in cui poter vivere in pace e lavorare con tranquillità, in cui poter rimettere in sesto la propria vita. Ma nel corso della loro fuga si sono imbattuti nelle frontiere, in linee che non potevano attraversare. Questa è la loro storia».


 


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