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Alfio Caruso
Noi moriamo a Stalingrado
Longanesi
- Collana: Il Cammeo
Pagine 280 - Formato 14x21 - Anno 2006 - ISBN 9788830423961
Argomenti: Storia contemporanea, Storie vere
| Esaurito - Temporaneamente non disponibile |
Caratteristiche:
rilegato, illustrato, con sovraccoperta
Note di Copertina
La sconosciuta odissea di 77 soldati italiani precipitati nel peggior mattatoio della seconda guerra mondiale
Stalingrado, 1942: settantasette soldati italiani, appartenenti quasi tutti a due autoreparti, il 127° e il 248°, avevano portato guastatori e rifornimenti alla 6a armata tedesca di Paulus e dovevano rientrare dopo aver riempito gli autocarri con la legna per affrontare l’inverno. Furono invece bloccati dall’avanzata dell’Armata Rossa alla fine di novembre del 1942.
L’evento che cambiò le sorti del conflitto viene vissuto dal basso, il massacro dei combattimenti s’intreccia ai tormenti di poveri soldati. La loro lenta agonia è raccontata dalle lettere spedite a casa. In esse niente traspare dell’ansia, del vitto che comincia a scarseggiare, del freddo che aumenta, dell’attesa infinita di rientrare al reparto. All’apparenza tutti affermano di star bene, di essere lontano dai pericoli, di condurre un’esistenza tranquillissima. Ripetono l’accorato appello di mandare notizie, di non dimenticarli. Ma in gennaio affiora nei saluti a genitori, mogli e figli la fine di ogni speranza. Dopo la resa, prigionia, malattie e sconforto falcidiano i sopravvissuti. Solo due rivedranno l’Italia. Oggi la loro memoria vive nel ricordo dei familiari. Alfio Caruso, in una sorta di doloroso pellegrinaggio, li ha rintracciati quasi tutti.
"Il più vecchio andava per i trentacinque anni, il più giovane ne aveva venti. La moneta volò per aria, da una parte c’era scritto morte, dall’altra vita. Uscì morte. Erano contadini, artigiani, muratori, commessi, pasticcieri, commercianti, c’era un professore di lettere, c’era un perito agrario, c’era un albergatore, c’era un medico, c’era un pompiere, c’era un fotografo di roba d’arte. Erano settantasette italiani di modeste pretese e d’infinita pazienza precipitati nel peggior mattatoio della seconda guerra mondiale: Stalingrado. Spettatori del dramma più fosco vissuto da un milione di uomini, pagarono un conto che a loro non competeva. Appartenevano a due autoreparti, il 127° e il 248°, più un oculista con il suo assistente sanitario, più un ricco borghese con il gusto dell’avventura."
Indice - Sommario
1. Aspettami, ritornerò
2. Laggiù sul Volga
3. Ti ho mandato il vaglia
4. Siamo bloccati
5. Dalla cassa non si esce
6. Aiuta tu papà e mamma
7. Incontro alla morte
8. Sessantatré anni dopo
Ringraziamenti
Indice dei nomi