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Figini, Luigi e Gino Pollini - Opera completa
Electa
- Collana: Architetti moderni / Architettura
Pagine 548 - Formato 25x28 - Anno 2002 - ISBN 9788843582334
Argomenti: Architettura
Normalmente spedito in 3-5 gg. lavorativi
Note: A cura di Vittorio Gregotti e Giovanni Marzari - 654 illustrazioni in nero e 46 a colori
Caratteristiche:
rilegato, illustrato a colori, in cofanetto, con sovraccoperta

Note di Copertina
A partire dal 1926 si forma il sodalizio intellettuale tra gli architetti Luigi Figini e Gino Pollini. Di origine milanese il primo e roveretana il secondo, sin dagli anni della formazione universitaria i due danno vita a una ricerca destinata ad imporsi per originalità e coerenza nel panorama dell'architettura italiana del Novecento.
Il volume, pubblicato in occasione della retrospettiva dei due architetti al Museo d'Arte Contemporanea di Trento e Rovereto, prende in esame l'intera produzione architettonica dei due maestri, dalle opere realizzate nei primi anni Trenta - la "casa elettrica" di Monza, la villa-studio costruita per la Triennale del 1933 - ai progetti per la Olivetti di Ivrea, agli edifici milanesi degli anni della ricostruzione postbellica.

Indice - Sommario
Punti di arrivo e punti di partenza, di Gabriella Belli
Un prisma di cielo, di Vittorio Gregotti
Pollini versus Pollini, di Giovanni Marzari
Confronti: il laboratorio milanese negli sviluppi dell'architettura razionale, di Fulvio Irace
Primi passi verso l'Europa (1927-1933), di Marida Talamona
Due concorsi romani di Figini e Pollini: il palazzo del Littorio (1934) e il palazzo delle Forze Armate (1937-1938), di Alessandro Muntoni
Serendipity a Ivrea, di Carlo Olmo e Patrizia Bonifazio
Mobili e interni di Figini e Pollini, di Omelia Selvafolta
Muro, figura, persona, di Maria Mimita Lamberti
Incontri con Figini e Pollini, di Joseph Rykwert
Gli architetti e il piano, di Cristina Bianchetti
Five memos for Figini & Pollini, di Giacomo Polin
La fortuna critica di Figini e Pollini, di Giorgio Ciucci
Reportage, di Gabriele Basilico
Catalogo delle opere, a cura di Silvana Giordani e Angiola Turella
Mobili degli anni trenta, Fotografie di Matteo Piazza
Minnesänger, il cantore d'amore. Prime note sul pittore Luigi Figini, di Giuliano Gresleri
Testimonianze: Lodovico Barbiano di Belgiojoso, Ignazio Cordella, Alberto Sartoris, Gabriele Mucchi, Luigi Vietti, Gae Aulenti, Renzo Zorzi, Franco Purini, Giorgio Trebbi, Emilio Battisti, Giulio Marini, Pasquale Culotta, Paolo Fossati
Apparati
- Luigi Figini. Biografia, a cura di Silvana Giordani
- Gino Pollini. Biografia, a cura di Angiola Turella
Bibliografia, a cura di Silvana Giordani e Angiola Turella
Indice dei nomi e delle opere

Prefazione / Introduzione
Con la pubblicazione di questo volume, e l'apertura della mostra dedicata agli architetti Luigi Figini e Gino Pollini, si può dire compiuta la prima fase del vasto programma di ricerca avviato dal Mart nel 1984, rivolto all'indagine degli aspetti salienti di quell'emergenza culturale di profilo internazionale, che nel periodo immediatamente successivo alla fine della prima guerra mondiale ha attraversato la cultura del nostro territorio, lasciando vivi segni del proprio passaggio. Un compito e una finalità istituzionale che negli obiettivi raggiunti, di riconosciuto valore scientifico, ha trasformato in pochi anni il culto delle memorie in una tradizione viva, che oggi ritroviamo, nelle diverse declinazioni disciplinari, dentro il nostro tempo contemporaneo in una continua, e per molti aspetti assai coerente, connessione di slanci e approfondimenti con il passato. Scrivo questo pensando a quanto ampio e impegnativo è stato il lavoro critico fin qui necessario per restituire al tessuto culturale di questo territorio periferico quella visibilità di luoghi e di persone che si era data con grande generosità nella contingenza temporale del passato, ma che fino ai primi anni ottanta non si era rivelata per quella straordinaria coerenza e continuità di pensiero, che oggi così bene conosciamo, da sostenere, proprio in suo nome, quel significativo balzo in avanti che ci porterà dentro il terzo millennio con l'apertura, molto impegnativa sul piano culturale, della nuova sede museale di Rovereto. Lavoro di scavo il nostro, che è valso per la complessità dei linguaggi dell'arte, con una inclinazione speciale per quello dell'architettura, che gli altri comprende ed elabora, in un attraversamento fertile e costante. Punto di partenza a cui si deve questo decennale tragitto, può essere molto ben sintetizzato in una breve riflessione di Vittorio Gregotti. "Rovereto - ha scritto nel '91 Gregotti, ricordando al tempo della scomparsa di Pollini, la sua città natale - fu in qualche modo un luogo magico per le sorti della modernità in Italia". Tesi questa, agli inizi degli anni ottanta tutta da dimostrare ma che fin d'allora ha orientato i programmi di ricerca del Museo in direzione di un obiettivo preciso, quello appunto della ricomposizione unitaria del tessuto culturale originario, proprio attraverso la valorizzazione della posizione strategica del Trentino nei transiti del pensiero moderno in Italia. Uno spazio ermeneutico, che se pure assai nominato nella vastissima bibliografia critica dedicata all'arte e all'architettura italiana del nostro secolo, lasciava comunque intravvedere possibilità inedite di approfondimento, specie in relazione allo "studio archeologico" dei documenti e dei materiali. Una direzione di ricerca quest'ultima, che attraverso un metodo rigoroso di censimento e di catalogazione, di riordino degli archivi, di spoglio dei documenti, di rilettura critica degli epistolari, ha aperto la via ad una revisione sistematica dell'opera di alcuni tra i grandi protagonisti dell'arte e dell'architettura italiana di questo secolo. Approfondite ricerche hanno così portato alla conoscenza dell'opera completa di figure come Luciano Baldessari, Adalberto Libera, Ettore Sottsass senior, Gigiotti Zanini, Josef Zotti, Angiolo Mazzoni ed ora Luigi Figini e Gino Pollini. Lavoro archeologico anche quest'ultimo, che attraverso la consultazione e lo studio del materiale conservato in oltre quindici archivi, in Italia e all'estero, ed in primis quello messo generosamente a disposizione dalla famiglia Pollini a Milano, ha portato alla luce una tale, straordinaria quantità di informazioni inedite, da aprire nuove prospettive critiche.