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AA.VV.
Labrouste, Henri 1801-1875
Electa
- Collana: Architetti moderni / Architettura
Pagine 300 - Formato 25x28 - Anno 2002 - ISBN 9788843596348
Argomenti: Biografie - Autobiografie - Diari - Interviste
Normalmente spedito in 3-5 gg. lavorativi
Note: A cura di Renzo Dubbini - Traduzione di: Lucio Angelini, Patrizia Lerco, Paolo Vettore - Con illustrazioni 200 in b/n e 88 colori
Caratteristiche:
rilegato, illustrato a colori, in cofanetto, con sovraccoperta

Note di Copertina
Questo volume raccoglie i contributi che un gruppo di studiosi ha dedicato a un'eminente personalità dell'architettura dell'Ottocento, cercando di approfondire aspetti che la storiografia aveva soltanto sfiorato - se non del tutto ignorato - e di correggere più di una deformazione interpretativa. Gran parte dei saggi costituiscono lo sviluppo delle relazioni presentate dai partecipanti al convegno Henri Labrouste architetto (1801-1875) tenutosi nel 1996 presso il Dipartimento di Storia dell'architettura di Venezia. Altri sono il frutto di ricerche che alcuni studiosi hanno elaborato successivamente e che completano il quadro generale dell'architetto francese.
Principale esponente della corrente razionalista nella Francia dell'Ottocento, Labrouste fu tra i primi a intuire le potenzialità dell'uso del ferro in architettura, che sperimentò per la prima volta in un edificio pubblico, la Bibliothèque Sainte-Geneviève di Parigi. Il suo capolavoro è a tutt'oggi considerato la Bibliothèque Nationale, sempre a Parigi, di cui fu nominato architetto nel 1852. Ulteriori informazioni negli Allegati
Giudicata stella di prima grandezza nel firmamento Beaux-Arts o celebrata all'interno di una "nuova tradizione" dell'architettura contemporanea, la figura di Henri Labrouste è stata per lungo tempo sottratta a una reale percezione del suo straordinario valore. Questo volume raccoglie i contributi che un gruppo di studiosi hanno voluto dedicare a una delle eminenti personalità dell'architettura del XIX secolo, cercando di approfondire aspetti che la storiografia aveva soltanto sfiorato, o del tutto ignorato, e di correggere alcune ormai inaccettabili deformazioni interpretative. Gran parte dei saggi qui riuniti costituiscono lo sviluppo delle relazioni presentate dai partecipanti al Convegno "Henri Labrouste architetto (1801-1875)" tenutosi nel maggio 1996 presso il Dipartimento di Storia dell'Architettura di Venezia. Altri sono il frutto di ricerche che alcuni studiosi hanno sviluppato successivamente e vengono presentate a completamento del quadro tematico generale. L'obiettivo è quello di mettere a fuoco la complessità dell'opera di Labrouste, e in primo luogo di svelare le ragioni del "mito" resistente che troppo a lungo ne ha impedito una piena comprensione.
Pierre François Henri Labrouste nasce a Parigi nel 1801. Si forma all'Ecole des Beaux Arts, e nel 1914 ottiene il riconoscimento del Grand Prix. Dal 1824 al 1830 studia all'Accademia Francese di Roma, unendo all'interesse e al rispetto per la storia e la tradizione un impegno morale nei confronti dell'arte e della società del suo tempo. Tornato a Parigi, raggiunge il successo con il progetto e la realizzazione della Bibliothèque Sainte Geneviève, e successivamente con la Bibliothèque Nationale. Muore nel 1875.

Indice - Sommario
Un'architettura per il proprio tempo, Renzo Dubbini
Giedion, Labrouste e la modernità, Stanislaus von Moos
La formazione presso l'atelier, di Vaudoyer e Lebas, Barry Bergdoll
Il viaggio in Italia, 1824-1830, Marco Gaiani
Il valore della ricerca archeologica, Pierre Pinon
Pragmatismo architettonico e programmi di utilità pubblica. Losanna,Alessandria, Rennes, Renzo Dubbini
La struttura in ferro della Bibliothèque Sainte-Geneviève come base di un decoro civico, Robin Middleton
Ornamento e costruzione in Sainte-Geneviève, Roberto Gargiani
Il rovesciamento del sistema della rappresentazione nelle biblioteche di Labrouste, Neil Levine
La Salle des Imprimés alla Bibliothèque Nationale. Finzione e interpretazione, David Van Zanten
Le lezioni dell'allievo e del maestro, Henri Bresler
I monumenti funerari e commemorativi, Werner Szambien
Stili della dimora: ville e hotels particuliers, Simona Talenti
Labrouste e Duban: due personalità a confronto, Françoise Hamon
Alla conquista di un'immagine, Marc Saboya
Apparati
Biografia
Françoise Hamon
Bibliografia
Fonti
Indice dei nomi

Prefazione / Introduzione
Biografia, di Françoise Hamon
Henri Labrouste appartiene alla borghesia liberale, nata dalla rivoluzione. La famiglia era originaria di Bordeaux, dove possedeva dal xviii secolo la proprietà di Pré Meynard detta La Brouste (venduta nel 1834). Il padre, François-Marie Alexandre (Bordeaux 1762-Parigi 1835), era stato fin dai primordi della rivoluzione uno degli amministratori del Département de la Gironde. Proscritto durante il "terrore", nel 1795 era divenuto membro del consiglio dei Cinquecento, nel cui seno si era occupato prevalentemente di questioni finanziarie schierandosi su posizioni moderate. Dopo il colpo di stato del 18 brumaio, a opera di Bonaparte, era divenuto uno dei segretari del tribunato.
Quando questo organismo politico fu soppresso, François Labrouste venne nominato amministratore della cassa d'ammortamento (1807), quindi liquidatore delle pensioni dell'amministrazione imperiale (1815), responsabile di varie amministrazioni finanziarie e infine esattore privato a Parigi. Insignito del titolo nobiliare da Napoleone, nominato cavaliere a titolo ereditario il 29 settembre 1809, aveva ottenuto il diritto di stemma. I suoi tre figli: Alexandre (1796-1866), futuro direttore del collège Sainte-Barbe, Théodore (1799-1885), architetto Prix de Rome nel 1827, prevalentemente costruttore di case private, e Henri (Parigi, 11 maggio 1801-Fontainebleau, 24 giugno 1875) rimasero strettamente uniti per tutta la vita. Il legame fra i tre fratelli, nel lavorocome nella vita familiare, è attestato dalla loro corrispondenza a carattere professionale.
I fratelli Labrouste vengono educati al Collège Sainte-Barbe a Parigi, sito sulla montagne Sainte-Geneviève, istituzione di origine medievale ricostituita nel 1798 con il nome di Collège desSciences et des Arts, da Victor de Lanneau, ex teatino che aveva lasciato lo stato ecclesiastico durante la rivoluzione. Il collegio ambiva a essere il modello più completo di formazione umanistica e liberale. Lanneau aveva redatto un regolamento che servì da modello didattico per numerosi istituti. Gli ex allievi del Sainte-Barbe costituivano un'associazione influente unita dalla fedeltà a Lanneau, che difesero con fervore allorché fu perseguitato dalla restaurazione. In quell'ambiente di liberali colti e probabilmente anticlericali, i Labrouste furono particolarmente attivi: il maggiore come direttore del Sainte-Barbe dal 1839 al 1866, Théodore come architetto del Collège préparatoire di Fontenay-aux-Roses (detto di Sainte-Barbe-aux-Champs), Henri in quanto probabile costruttore degli edifici del Sainte-Barbe sulla place du Panthéon.
La formazione accademica Henri Labrouste manifesta una precoce predisposizione e un vivo interesse per il disegno, nel quale si esercita al Louvre fin dall'età di dieci anni (il suo certificato di studio è datato 1811).
Ottenuto il baccalauréat, il 23 novembre 1818, s'iscrive ai corsi dell'Ecole de Peinture et de Sculpture des Beaux-Arts e contemporaneamente all'Ecole d'Architecture di Parigi (che sarà accorpata all'Ecole des Beaux-Arts solo nel 1819). Nel 1819 viene ammesso alla sezione di architettura dell'Ecole des Beaux-Arts ed entra nell'atelier diretto da Hyppolite Lebas, ex allievo di Percier e Fontaine e da A.L.T. Vaudoyer. Nelle Lettres Extra-parlementaires pubblicate dal "xixe
Siècle" nel 1877, Viollet-le-Duc sostiene che Labrouste venne escluso dall'atelier. Ma senza fondamento, a quanto pare, poiché Labrouste si è sempre presentato nei propri stati di servizio come allievo di Lebas.
All'epoca, professore di storia all'Ecole des Beaux-Arts è Jean-Nicolas Huyot, per lunghi periodi assente, in quanto in missione in Oriente. La costruzione viene insegnata da Rondelet, che aveva partecipato alla ripresa dei lavori del Panthéon e, a causa dell'età avanzata, viene assistito da Jay. In quegli anni l'insegnamento dell'Ecole è oggetto di forti contestazioni e la formazione di Labrouste avviene in un costante clima di conflitti teorici e professionali, attestati da innumerevoli saggi, articoli e libelli di vario genere. La sua carriera scolastica è brillante: tre medaglie e quattro menzioni nel corso del primo anno. Nominato allievo di prima classe nel maggio 1820, già nel 1821 partecipa al Prix de Rome, per il quale elabora una composizione sul tema del palazzo di giustizia, risultando secondo classificato. Il primo premio viene assegnato ad Abel Blouet, di sei anni più vecchio. Secondo Beulé, segretario dell'Académie, Labrouste sarebbe stato danneggiato per la giovane età a beneficio di un allievo più vecchio; Viollet-le-Duc afferma invece che a danneggiarlo fu l'inimicizia di Lebas.
Nel corso dell'anno seguente troviamo Labrouste vice ispettore di Godde nella chiesa di Saint-Pierre du Gros-Caillou. Nel 1823 riceve il Prix Départemental, spettante all'allievo che abbia ottenuto il maggior numero di riconoscimenti durante la carriera scolastica. Nel 1824 ottiene il Grand Prix con un progetto di corte di cassazione. Sarebbe stato Percier il suo più valido sostegno nella giuria.