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Seneca (Lucio Anneo Seneca)
Tutte le opere
Bompiani
- Collana: Il Pensiero Occidentale / Filosofia
Pagine CXXVI-1503 - Formato 16x22 - Anno 2000 - ISBN 9788845290732
Argomenti: Filosofia, Poesia, Teatro, Tragedia
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Prezzo di copertina € 35.00
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Note: DIALOGHI, TRATTATI, LETTERE E OPERE IN POESIA - A cura di Giovanni Reale - Con la collaborazione di A. Marastoni, M. Natali e I. Ranelli
Caratteristiche:
rilegato, con sovraccoperta
Note di Copertina
A DUEMILA ANNI DALLA NASCITA, LA PRIMA EDIZIONE COMPLETA DELLE OPERE DI SENECA IN UN SOLO VOLUME.
"Mi sono allontanato non tanto dagli uomini quanto piuttosto dalle cose, e soprattutto dai miei affari: mi occupo degli affari dei posteri. Scrivo cose che possano loro giovare; affido agli scritti consigli salutari, come se fossero ricette di medicine utili; ne ho sperimentato l'efficacia sulle mie ferite, che, pur non essendo completamente guarite, tuttavia hanno cessato di estendersi" (Lettere a Lucilio, 8, 2)
Nato a Cordova (4/1 a.C. - 65 d.C.) e morto suicida a Roma per ordine dell'imperatore Nerone, Lucio Anneo Seneca, celebre filosofo neostoico, ha inteso la filosofia come arte del vivere, cioè come terapia dei mali dell'anima e del corpo. Scrive: "La filosofia consiste non in parole, ma in fatti. E non la si usa per trascorrere piacevolmente le giornate o per scacciare la nausea che viene dall'ozio: forma e plasma l'animo, regola la vita, governa le azioni, siede al timone e dirige il corso in mezzo ai pericoli del mare in tempesta. Senza di essa nessuno può vivere tranquillo, nessuno sicuro". Le ragioni del successo di Seneca, oltre ai contenuti del suo messaggio, sono senza dubbio legati alla chiarezza e alla semplicità strutturale dei modi in cui lo comunica: "II linguaggio della verità è semplice", e le verità ultimative possono e devono essere espresse in poche e chiare proposizioni. Si tratta di concetti che Seneca essenzializza e assimila rendendoli sostanza della sua vita spirituale, e proprio come tali li comunica. Stabilire con esattezza in che cosa consiste il vero bene da cui dipende la felicità additandone chiaramente la natura; valutare nel giusto modo le cose che non sono né beni né mali, ma al più sono cose preferibili per ragioni contingenti; intendere che la radice del bene sta nella coscienza e nella buona volontà; rendersi conto che di fronte ai veri beni e ai veri mali tutti gli uomini sono uguali; comprendere qual è il senso della vita e della morte e in che cosa consiste il fine dell'uomo; e, infine, rendersi conto del ruolo di Dio e del Destino e dei rapporti che intercorrono fra l'uomo e il Destino, ossia fra l'uomo e Dio: tale è in sintesi il messaggio immortale espresso da Seneca. In questo volume Giovanni Reale offre una vera e propria monografia in cui spiega tutte le novità del neostoicismo senecano e la struttura concettuale che sorregge i suoi vari messaggi. Il lettore ha a disposizione per la fruizione del messaggio di Seneca uno strumento completo e unico a livello internazionale.
Indice - Sommario
Presentazione
La filosofia di Seneca come terapia dei mali dell'anima. Saggio introduttivo di Giovanni Reale
Tutte le opere pervenuteci in prosa
LA PROVVIDENZA
LA COSTANZA DEL SAGGIO
L'IRA
CONSOLAZIONE A MARCIA
LA VITA FELICE
L'OZIO
LA TRANQUILLITà DELL'ANIMO
LA BREVITA' DELLA VITA
CONSOLAZIONE ALLA MADRE ELVIA
CONSOLAZIONE A POLIBIO
LA CLEMENZA
I BENEFICI
QUESTIONI NATURALI
LETTERE A LUCILIO
TUTTO IL TEATRO
Ercole furioso
Le Troiane
Le Fenicie
Medea
Fedra
Edipo
Agamennone
Tieste
Ercole Eteo
Ottavia
Apocolocintosi
APPENDICE
- Sul Matrimonio, frammenti dal "Contro Gioviniano" di san Gerolamo
Bibliografia
Indice dei nomi citati
Indice dei concetti
Indice generale
Prefazione / Introduzione
SULLA VITA E SULLE OPERE DI SENECA
1. Nascita e famiglia di Seneca
Lucio Anneo Seneca è nato a Cordova, in Spagna, da una famiglia che aveva il nome gentilizio appunto di Anneo. Probabilmente era una famiglia che derivava da coloni romani, o forse di origine iberica, ma da tempo romanizzata, e che, quindi, aveva diritti dei cittadini romani a pieno titolo.
Il padre, che si chiamava pure Anneo Seneca, era nato intorno alla metà del primo secolo a.C. Era un ricco possidente, di rango equestre, grande amante e cultore dell'oratoria. Da giovane riuscì ad ascoltare a Roma tutti i grandi oratori dell'epoca, tranne Cicerone, cosa che lo addolorò molto. Compose opere di cui ci sono pervenute "Controversie e Suasorie", che costituiscono ancora oggi un prezioso documento per informazioni su personaggi e su questioni riguardanti l'oratoria romana. Ricordiamo che per distinguerlo dal figlio, che, in quanto porta lo stesso nome e può quindi confondersi con lui, viene comunemente denominato Seneca il Vecchio. Fu un uomo di severi costumi e molto amato dai figli.
La madre Elvia, di ricca famiglia, dovette essere di alcuni lustri più giovane del padre. Fu una donna di sobrii costumi. Amministrò i beni nei periodi in cui il marito si recò a Roma, prima del trasferimento definitivo di tutta quanta la famiglia.
Seneca fu il secondo di tre figli.
Il primo ebbe nome di Anneo Nevato. Diverrà allievo dell'oratore Giunio Gallione e verrà da lui adottato, assumendo il suo stesso nome.
Il terzo figlio ebbe nome Anneo Mela, e sarà padre di Lucano, il famoso poeta.
La data di nascita di Seneca può essere stabilita solo in modo approssimativo e ipotetico. Molti studiosi hanno pensato al 4 a.C., secondo calcoli fatti sulla base di alcuni cenni che si ricavano dalle stesse opere di Seneca. Ma secondo una rilettura critica di questi passi e calcoli che sembrerebbero più precisi, Préchac e Grimal hanno sostenuto che le date più probabili che si possono ricavare sarebbero le seguenti: Seneca è nato nell'1 d.C. e all'inizio del regno di Tiberio entrava nei 15 anni.
In ogni caso, dal momento che si tratta di congetture fondate su sottili argomentazioni, è forse opportuno tenere per base l'arco dei cinque anni, e, quindi, affermare che Seneca nacque fra il 4 a.C. e l'1 d.C.
2. La prima fase della vita di Seneca
Seneca venne portato a Roma ancora molto giovane, dalla zia materna (che, probabilmente, era sorella maggiore della madre), come egli stesso ci dice espressamente. Elvia era rimasta a Cordova, verosimilmente, per amministrare i beni della famiglia (non per una rottura dei rapporti col marito, dal quale ebbe un terzo figlio).
Le notizie che abbiamo sui primi anni della vita di Seneca sono molto scarse.
Ebbe come primo insegnante un maestro di grammatica, con cui non instaurò buoni rapporti, e che gli restò sempre sgradito.
Frequentò quindi le scuole di filosofi, di alcuni dei quali ebbe, invece, grande rispetto e ammirazione.
Primo suo maestro di filosofia fu Sezione, legato ai Pitagorici e ai Platonici, e con stretti legami (diretti o indiretti) con la scuola di Sestio. Alcuni studiosi pensano che questo sia avvenuto intorno al 17; ma si tratta di una pura ipotesi, e potrebbe essere avvenuto anche due o tre anni prima (la congettura dipende dalla data di nascita di Seneca che si accetta).
Subito dopo fu discepolo dello stoico Attalo, probabilmente originario di Pergamo, il quale dovette esercitare notevoli e duraturi influssi sulla sua formazione, come chiaramente si ricava dai frequenti richiami che nelle Lettere a Lucilia vengono fatti di lui.
Seneca frequentò anche Papirio Fabiano, di cui ebbe grande ammirazione. Soprattutto attraverso Fabiano venne a contatto con la dottrina e le opere di Sestio, che non potè conoscere personalmente, ma da cui trasse numerosi stimoli, primo fra tutti quello dell'esame giornaliero della coscienza.
È probabile che Fabiano sia stato l'ultimo dei maestri che Seneca ha frequentato in Roma prima della sua partenza per l'Egitto.