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Martin Heidegger

Holzwege. Sentieri nella selva

Bompiani - Collana: Il Pensiero Occidentale / Filosofia

Pagine 708 - Formato 16x22 - Anno 2002 - ISBN 9788845292125
Argomenti: Filosofia, Letteratura tedesca
Normalmente spedito in 3-5 gg. lavorativi

 Prezzo di copertina € 28.00

Promozione fino al 30/9/2010 - Prezzo: € 23.80
Sconto promozionale 15.00%
- Risparmio € 4.20

 



Note: A cura di Vincenzo Cicero.

Caratteristiche: rilegato, con sovraccoperta

 

Note di Copertina

Molti sono i sentieri ancora ignoti. Ma a ogni pensante è sempre e soltanto una via, la sua: nelle cui tracce deve costantemente vagare, per attenersi in fine a essa come alla propria via alla quale però mai gli appartiene.

All'uomo futuro è assegnato il compito di meditare sull'essenza della metafisica occidentale e sulla sua storia. Gli Holzwege sono tentativi di tale meditazione. Visti dall'esterno, si presentano come una raccolta di discorsi su temi che non hanno alcuna relazione tra loro. Se li si pensa invece intrinsecamente nel loro insieme, il tutto si rivela come una sinfonia orchestrata in modo rigoroso. Nessuno dei sentieri può essere battuto se non vengono percorsi anche gli altri. Nella loro unità, essi mostrano un tratto del sentiero speculativo su cui l'autore si è nel frattempo incamminato dopo Essere e tempo. -Così recita, in parafrasi, un brano ch e Martin Heidegger scrive nel 1949, nell'imminenza della pubblicazione di Holzwege, e che si conclude con due versi: "I sentieri vanno errando. Ma non si smarriscono." Una singolare prosopopea. Che però va presa alla lettera. Sono infatti i sentieri stessi a vagare, ad appellarsi e dischiudersi - insieme, per gradi, improvvisi - al viandante; mai che quest'ultimo possa imboccarli di proposito. Ne sono sentieri metaforici, se in una lettera all'amica Elisabeth Blochmann, datata 19 dicembre 1950, Heidegger confessa: "Qualcosa del mio cammino durante gli ultimi quindici anni è mostrato dagli Holzwege... Credo che nel libro si nasconda molto della Foresta Nera e dei suoi sentieri." Sono sentieri silvani. Due a tema: celeberrimo quello relativo all'origine dell'opera d'arte, con la sua memorabile analisi del quadro delle "scarpe contadine" di Van Gogh; seguito dal saggio sulla scienza, indagata quale fenomeno essenziale dell'Età moderna. E quattro di impostazione esegetica, dunque ripercorrenti in parte vie già frequentate: Anassimandro e la Fruizione, Hegel e la parusìa dell'Assoluto, Nietzsche e "Dio è morto", Riike e l'Angelo. Sentieri erranti nella selva dell'Ereignis, che dal 1936 è divenuto l'emblema della "svolta" del pensiero di Heidegger, la sua parola-guida.

La fondamentale opera che, edita nel 1950, ha per la prima volta reso pubblica la svolta heideggeriana dal pensiero dell'Essere al pensiero dell'Ereignis (Evento), solo annunciata dalla Lettera sull'umanismo. Il primo dei sei saggi di cui si compone lo scritto, L'origine dell'opera d'arte, è il vertice assoluto della riflessione filosofica novecentesca sul rapporto tra pensiero e poesia.


 

Indice - Sommario


Nota del traduttore

Holzwege. Sentieri erranti nella selva

L'origine dell'opera d'arte

L'epoca dell'immagine del mondo

Il concetto Hegeliano di esperienza

La parola di Nietsche: "Dio è morto"

A che poeti?

La locuzione di Anassimandro

Indicazioni bibliografiche

Postfazione

Glossari

Indice


 


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