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Hugo von Hofmannsthal
Epistolario
Adelphi
- Collana: Biblioteca Adelphi
n. 276 - Pagine 806 - Formato 14x22 - Anno 1993 - ISBN 9788845910012
Argomenti: Epistolario, Classici tedeschi
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Prezzo di copertina € 43.90
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Note: A cura di Willi Schuh. Edizione italiana a cura di Franco Serpa. Prefazione alla prima edizione di Franz Strauss.
Caratteristiche:
brossura
Note di Copertina
Un sodalizio artistico, spesso un'alleanza, talvolta una complicità, forse mai una vera amicizia: per oltre vent'anni Hugo von Hofmannsthai e Richard Strauss lavorarono insieme, quasi sempre restando lontani, l'uno in Austria, l'altro in Germania. Di questo lavoro comune, da cui nacquero opere come Elettro, II cavaliere della rosa, Arianna a Nasso, La donna senz'ombra, è rimasto un documento che ci appassiona in tutte le sue mille sfaccettature: un epistolario che abbraccia la fine della belle époque, la prima guerra mondiale, il dopoguerra in due Paesi sconfitti. Nelle loro lettere il poeta viennese e il compositore bavarese si scambiano idee e progetti, ma anche gioie e malumori, incoraggiamenti e rimproveri, disegnando ciascuno un autoritratto segreto e dando uno sfondo ideale alle opere nate dalla loro collaborazione, interrotta nell'estate del 1929 dalla morte improvvisa di Hofmannsthai, che stava lavorando al libretto di Arabella. "Una vera collaborazione tra due uomini maturi" aveva scritto Hofmannsthai il 16 settembre 1916 "sarebbe una rarità straordinaria ... ma abbiamo entrambi buona volontà, serietà, coerenza, e questo è più del misero "talento" di cui oggi è fornito ogni cialtrone". La meraviglia dei risultati di questa collaborazione, oltre che la complessità e la diversità dei due artisti, giustificano pienamente ciò che uria volta scrisse Richard Alewyn: "Nella letteratura mondiale non c'è nulla che sia paragonabile a questo epistolario".
Prefazione / Introduzione
Quando un anno fa mio padre mi assegnò il compito di mettere in ordine tutte le lettere preziose che gli erano arrivate durante quaranta anni, mi dedicai subito con interesse alle lettere di Hugo von Hofmannsthal. Ne fui conquistato a tal punto da pensare che il carteggio tra mio padre e Hofmannsthal avrebbe certamente procurato piacere anche a un pubblico più vasto e stimolo alle persone del mestiere. Ho ottenuto allora il permesso di presentare queste lettere anche agli amici dei lavori di Strauss e Hofmannsthal. Liberate da tutto ciò che era superfluo o troppo personale, esse offrono la possibilità di guardare dentro un laboratorio artistico come finora non era stato mai concesso agli amici dell'arte.
Molto scarsi sono i documenti storico-musicali sulla collaborazione tra poeta e compositore. I grandi operisti del diciottesimo secolo: Gluck, energia del tutto teoretica, Mozart, istinto assoluto di un genio, ci negano in ciò quasi ogni informazione. Gluck ci ha, sì, trasmesso dichiarazioni preziose sui suoi intendimenti artistici in relazione alle capacità espressive della musica e anche buoni avvertimenti sull'interpretazione. Ma di Calzabigi e Du Roullet, che per lui hanno rielaborato i drammi di Euripide e di Racine, ormai si ricordano poco più che i nomi.
< SEGUE >