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Fino al 30/9/2010 promozione del 15% sul catalogo Adelphi

Oliver Sacks

Risvegli

Adelphi - Collana: gli Adelphi

n. 79 - Pagine 560 - Formato 13x20 - Anno 1995 - ISBN 9788845911477
Argomenti: Narrativa, Psicologia - Psichiatria - Psicanalisi, Medicina
Normalmente spedito in 3-5 gg. lavorativi

 Prezzo di copertina € 15.00

Promozione fino al 30/9/2010 - Prezzo: € 12.75
Sconto promozionale 15.00%
- Risparmio € 2.25

 



Note: EDIZIONE RIVEDUTA ED AMPLIATA - traduzione di Andrea Salmaggi

Caratteristiche: brossura, copertina plastificata

 

Note di Copertina

Per dieci anni, fra il 1917 e il 1927, una grave epidemia di encefalite letargica (malattia del sonno) invase il mondo. Quasi cinque milioni di persone furono colpite dal male. Poi l'epidemia scomparve, improvvisamente e misteriosamente come era sopraggiunta. Una minuscola frazione dei malati sopravvisse, in una sorta di perpetuo torpore, fino al 1969, quando un nuovo farmaco, la L-dopa, permise di risvegliarli. Oliver Sacks, fra il 1969 e il 1972, somministrò questo farmaco a più di duecento malati al Mount Carmel Hospital di New York. Risvegli racconta le storie di venti di loro. Già da tali elementi è facile rendersi conto della impressionante singolarità di questo libro. Ma qui, ancora una volta, l'elemento decisivo è il narratore: Oliver Sacks, colui che sa farsi strada all'interno delle esperienze più remote e inaccessibili dei suoi pazienti. Ciascuna delle persone di cui Sacks qui racconta è un mondo a parte, ma tutte sono unite da una caratteristica: quella di aver passato la maggior parte della loro vita in una zona inesplorata e muta, vicino " al cuore oscuro dell'essere", e di essere stati sbalzati dalla "notte encefalitica" verso le "tribolazioni" e le meraviglie del risveglio. Sconvolgente è la varietà e la qualità delle esperienze che queste persone tentano disperatamente di comunicarci. E stupefacente è la capacità che qui Sacks dimostra nel capire e ricostruire il tessuto drammatico di tali esperienze. Confidando, come il grande Lurija, in una visione della medicina come " scienza romantica", Sacks rivendica la definizione della malattia che leggiamo in Novalis: "Ogni malattia è un problema musicale. Ogni cura è una soluzione musicale". Appunto questo presupposto gli ha permesso di accedere ai mondi murati di persone che vivevano nell'oscillazione fra una terribile presenza e una terribile assenza. E questo contatto si è rivelato essere il più grande aiuto che possiamo dare a chi cerca, con pena infinita, di trovare un accomodamento con la realtà. Dietro le cartelle cliniche, qui si apre uno sconfinato paesaggio, "un paesaggio molto variato, in parte familiare, in parte inquietante, con altopiani battuti dal sole, abissi senza fondo, vulcani, geyser, praterie, paludi; qualcosa come il parco di Yellowstone: arcaico, preumano, quasi preistorico, con una sensazione di potenti forze sobbollenti tutt'intorno".

Risvegli, che W.H. Auden definì "un capolavoro", apparve nel 1973 e da allora l'autore lo ha più volte rielaborato nelle successive edizioni. L'ultima, pubblicata nel 1990, comprende sette appendici, nelle quali, oltre a tracciare una storia dell'encefalite letargica, Sacks ricostruisce la concezione del tempo e dello spazio dei pazienti parkinsoniani, e analizza i sintomi di tali pazienti alla luce della moderna teoria dei sistemi caotici. Nella settima appendice l'autore racconta come sono nate le diverse versioni teatrali, il documentario e il film tratti dal libro. Oliver Sacks è nato a Londra nel 1933. Dopo studi di neurofisiologia, è tornato al lavoro clinico, che oggi pratica a New York.


"Pieno di curiosità, di passione e di fantasia, Sacks si china sul malato, contempla i suoi tratti sconvolti, condivide le sue sofferenze, guarda in quello specchio la propria figura, impara da lui, ammira il suo coraggio e il suo martirio, pensa che egli sta .soffrendo per noi, e gli sembra che il proprio destino dipenda dal suo destino. Se il malato si salva, anche lui, forse, potrà salvare la propria anima. Non mi meraviglio che Auden abbia definito questo libro "un capolavoro": capolavoro per la precisione descrittiva, la dolorosa passione, il talento narrativo, la tragedia e l'aspirazione, e le gravi o trionfali o accorate assonanze religiose, che accompagnano il racconto come un grande coro". (PIETRO CITATI)


 

Indice - Sommario


Ringraziamenti

Prefazione all'edizione originale

Prefazione all'edizione del 1990

Premessa all'edizione del 1990


PROLOGO

Morbo di parkinson e parkinsonismo

L'encefalite letargica e "malattia del sonno"

Doipo l'encefalite letargica (1927-1967)

La via al Mount Carmel

L'avvento della L-dopa


RISVEGLI


PROSPETTIVE

Prospettive

Risveglio

Tribolazione

Accomodamento


EPILOGO


APPENDICI

Storia dell'ebcefalite letargica

I farmaci del "miracolo": Sigmund Freud, William James, Havelock Ellis

La base elettrica di "Risvegli"

Oltre la L-dopa

Spazio e tempo parkinsoniani

Caos e risvegli

"Risvegli" sul palcoscenico e sullo schermo


NOTE


Glossario

Bibliografia

Indice analitico


 

Prefazione / Introduzione

Prefazione all'edizione originale

Tema di questo libro sono la vita e le reazioni di alcuni pazienti che si sono trovati in una situazione del tutto unica, e le considerazioni che esse suggeriscono alla medicina e alla scienza. Questi pazienti sono tra i pochi sopravvissuti alla grande epidemia di encefalite letargica di cinquant'anni fa, e le loro reazioni sono quelle provocate dall'assunzione di un singolare farmaco nuovo (la levo-diidrossifenilalanina, o L-dopa) che ne ha causato il "risveglio". Vita e reazioni di questi pazienti, che non trovano alcun vero precedente nell'intera storia della medicina, sono presentate in forma di diffuse storie cliniche o biografie e costituiscono la parte centrale del libro. Esse sono precedute da una breve parte introduttiva circa la natura delle loro malattie e il tipo di vita che essi hanno vissuto fin dal primo insorgere del male, e da alcune osservazioni sul farmaco che ha trasformato la loro esistenza. Un argomento del genere potrebbe apparire di interesse molto specialistico, o comunque limitato, ma io ritengo che non sia affatto così. Nell'ultima parte del libro mi soffermo su considerazioni più generali che questo argomento, a mio giudizio, porta a fare, considerazioni che riguardano la salute, la malattia, la sofferenza e ciò che si fa per alleviarla, insomma, la condizione umana.
Un libro come questo, dove si parla di persone vere, pone una difficoltà forse insuperabile: quella di dare informazioni particolareggiate senza infrangere il segreto professionale e senza tradire la fiducia personale. Ho dovuto quindi cambiare i nomi dei miei pazienti, il nome e l'ubicazione dell'ospedale in cui vivono e altri particolari. Ho cercato tuttavia di mantenere ciò che è importante ed essenziale: la presenza piena e autentica degli stessi pazienti, il senso vivo della loro esistenza, della loro personalità, della loro malattia, delle loro risposte: l'essenza, vale a dire, della loro strana condizione.


Inizio

 

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