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Fino al 30/9/2010 promozione del 15% sul catalogo Adelphi

Julian Jaynes

Crollo della mente bicamerale e l'origine della coscienza (Il)

Adelphi - Collana: gli Adelphi

n. 97 - Pagine 582 - Formato 13x20 - Anno 1996 - ISBN 9788845912221
Argomenti: Psicologia - Psichiatria - Psicanalisi
Normalmente spedito in 3-5 gg. lavorativi

 Prezzo di copertina € 14.00

Promozione fino al 30/9/2010 - Prezzo: € 11.90
Sconto promozionale 15.00%
- Risparmio € 2.10

 



Note: Nuova edizione ampliata - traduzione di Libero Sosio

Caratteristiche: brossura, copertina plastificata

 

Note di Copertina

L'opera scientifica che più di ogni altra ci ha avvicinato, in questi ultimi anni, a quel "teatro segreto fatto di monologhi senza parole e di consigli prevenienti, dimora invisibile di tutti gli umori, le meditazioni e i misteri" che si chiama coscienza.


 

Indice - Sommario


Premessa

Introduzione: II problema della coscienza


I. LA MENTE DELL'UOMO

1. La coscienza della coscienza

2. La coscienza

3. La mente dell'Iliade

4. La mente bicamerale

5. Il doppio cervello

6. L'origine della civiltà


II. LA TESTIMONIANZA DELLA STORIA

1. Dèi, tombe e idoli

2. Teocrazie bicamerali in possesso della scrittura

3. Le cause della coscienza

4. Una nuova mente in Mesopotamia

5. La coscienza intellettuale della Grecia

6. La coscienza morale dei khabiru


III. VESTIGIA DELLA MENTE BICAMERALE NEL MONDO MODERNO

1. La ricerca dell'autorizzazione

2. Dei profeti e della possessione

3. Della poesia e della musica

4. L'ipnosi

5. La schizofrenia

6. Gli auspici della scienza Post scriptum (1990)


Indice analitico


 

Prefazione / Introduzione

Mondo di visioni non vedute e di silenzi uditi è questa regione inconsistente della mente! E ineffabili essenze questi ricordi impalpabili, queste fantasticherie che nessuno può mostrare! E quanto privati, quanto intimi! Un teatro segreto fatto di monologhi senza parole e di consigli prevenienti, dimora invisibile di tutti gli umori, le meditazioni e i misteri, luogo infinito di delusioni e di scoperte. Un intero regno su cui ciascuno di noi regna solitario e recluso, contestando ciò che vuole, comandando ciò che può. Eremo occulto dove possiamo studiare fino in fondo il libro tormentato di ciò che abbiamo fatto e ancora possiamo fare. Un introcosmo che è più me di ciò che io posso trovare in uno specchio. Questa coscienza, che è il mio me stesso più segreto, che è ogni cosa eppure non è nulla di nulla, che cos'è?
E da dove venne?
E perché?
Poche domande sono persistite più a lungo o hanno avuto una storia più complessa di questa, del problema della coscienza e del suo posto in natura. Nonostante secoli di riflessioni e di esperimenti, di tentativi di conciliare due presunte entità chiamate mente e materia in un'epoca, soggetto e oggetto in un'altra, anima e corpo in altre ancora, nonostante le infinite disquisizioni sui flussi, gli stati o i contenuti della coscienza, gli sforzi per distinguere termini come intuizioni, dati sensoriali, il dato, le sensazioni brute, il sentito, presentazioni e rappresentazioni, le sensazioni, immagini e affezioni delle introspezioni strutturalistiche, i dati empirici del positivista scientifico, i campi fenomenologici, le immagini di Hobbes, i fenomeni di Kant, le apparenze dell'idealista, gli elementi di Mach, iphanerà di Peirce o gli errori categoriali di Ryle, nonostante tutto questo, il problema della coscienza ancora persiste. Qualcosa in esso si ripresenta di continuo, resistendo a qualsiasi soluzione.


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