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Fino al 30/9/2010 promozione del 15% sul catalogo Adelphi

Michael Kimball

E allora siamo andati via

Adelphi - Collana: Fabula

n. 137 - Pagine 134 - Formato 14x22 - Anno 2001 - ISBN 9788845916380
Argomenti: Narrativa, Letteratura nordamericana
Normalmente spedito in 3-5 gg. lavorativi

 Prezzo di copertina € 12.91

Promozione fino al 30/9/2010 - Prezzo: € 10.98
Sconto promozionale 15.00%
- Risparmio € 1.93

 



Note: Traduzione di Paolo Dilonardo

Caratteristiche: brossura

 

Note di Copertina

Questo romanzo è lo strano frutto della più antica e persistente attrazione americana, quella per la strada, il viaggio, il deserto. C'è una famiglia che si sposta dal Texas al Michigan, portando con sé la bara dell'ultimo nato e cercando, lungo il cammino, di barattare gli oggetti di cui la macchina è stipata. Ci sono gli esterni che sceglierebbe David Lynch dovendo girare, oggi. Furore: statali polverose, villaggi fantasma, case abbandonate con le porte che sbattono, sinistre, nel vento. E ci sono due bambini, che con pochissime parole raccontano, alternandosi, una storia in apparenza elementare. Ma subito le strofe di questa filastrocca metallica e stridente ci trasportano in un paesaggio allucinato, che non sappiamo più se sia l'America profonda, la Terra dei Morti o un qualche terrificante stadio intermedio fra le due. E solo a libro chiuso, e a occhi finalmente riaperti, capiremo dove ci abbia portato questa fuga a due voci vischiosa, selvaggia e tutt'altro che innocente.

"Da morto il mio fratellino era ancora più piccolo. Ma erano sempre di più i grandi che venivano a casa nostra e c'era un altro uomo che conosceva ancora più modi di me per far restare vivo il mio fratellino. Quell'uomo aveva un cappotto color brucio che gli arrivava alle ginocchia e che era ancora caldo. Si capiva quant'era caldo dalla sua faccia color caldo e da come gonfiava le guance per buttar fuori la sua parte calda. Mamma mi disse che quell'uomo si occupava solo dei morti ma che non voleva portarci via il mio fratellino. Ce lo portavamo via noi. Lui doveva soltanto prepararlo a partire".

Dall'anticipazione:
Due voci infantili che non si fanno dimenticare

Non accade spesso, ormai, che un libro agisca su di noi come un sortilegio. Del resto, prima ancora che un libro, questo è lo strange fruit della più antica e persistente attrazione americana, quella per la strada, il viaggio, il deserto. C'è una famiglia che si sposta dal Texas al Michigan, portando con sé la bara dell'ultimo nato e cercando di barattare, lungo il cammino, gli oggetti di cui la macchina è stipata. Ci sono gli esterni che sceglierebbe David Lynch dovendo rigirare, oggi, Furore: statali polverose, villaggi fantasma, fattorie con le porte che sbattono, sinistre, nel vento. E ci sono due bambini, che con pochissime parole raccontano, alternandosi, una storia in apparenza elementare. Ma subito le strofe di questa filastrocca metallica e stridente ci trasportano in un paesaggio allucinato, che non sappiamo più se sia l'America profonda, la Terra dei Morti o un qualche terrificante stadio intermedio fra i due. E solo a libro chiuso, e a occhi finalmente riaperti, capiremo - con orrore e stupore - dove ci abbia davvero portato questa fuga a due voci vischiosa, selvaggia e tutt'altro che innocente.


 


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