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Fino al 31/8/2010 promozione del 15% sul catalogo Adelphi

Editti di Asoka (Gli)

Adelphi - Collana: Biblioteca Adelphi

n. 438 - Pagine 124 - Formato 10.5x18 - Anno 2003 - ISBN 9788845917486
Argomenti: Storia antica
Normalmente spedito in 3-5 gg. lavorativi

 Prezzo di copertina € 12.00

Promozione fino al 31/8/2010 - Prezzo: € 10.20
Sconto promozionale 15.00%
- Risparmio € 1.80

 



Note: A cura di Giovanni Pugliese Carratelli - 5 illustrazioni

Caratteristiche: brossura

 

Note di Copertina

Le parole incise su pietra del più illuminato fra i sovrani

Otto anni dopo essere stato consacrato sovrano di un regno che abbracciava quasi tutta l'India, Asoka condusse una guerra di conquista nel Ralinga, sul Golfo del Bengala.Vinse. Ma, dopo aver vinto, sentì rimorso. E volle esprimere quel rimorso in parole incise sulla roccia, perché reggessero al tempo e tutti le conoscessero: "Centocinquantamila uomini sono stati deportati; centomila sono stati uccisi; in numero ancora maggiore sono periti ... Il rimorso possiede l'amico degli dèi [Asoka] da quando ha conquistato il Kalinga. Infatti la conquista di un paese indipendente significa l'uccisione, la morte o la prigionia per la gente: pensiero che l'amico degli dèi sente fortemente, che gli pesa". Nel lungo corteo dei potenti, occidentali e orientali, che scandiscono la storia, nessuno è stato capace di parole simili. E nessuno ha dichiarato pubblicamente una così piena tolleranza per ogni forma di pensiero e di fede. Perciò, come scrisse H.G. Welis di Asoka, "dal Volga al Giappone il suo nome è onorato ancora oggi. La Cina, il Tibet e anche l'India, che pure ha abbandonato la sua dottrina, conservano la tradizione della sua grandezza. Sono più numerosi gli uomini che oggi hanno cara la sua memoria di quelli che mai hanno sentito parlare di Costantino e Carlo Magno".

"Nell'ottavo anno di regno il re Piyadassi caro agli Dei ha conquistato il paese dei Kalinga. Di là furono deportate centocinquantamila persone; centomila furono uccise; molte centinaia di migliaia perirono. "Ora che il paese dei Kalinga è assoggettato, il re attende con fervore alla pratica della Pietà, all'amore della Pietà, all'insegnamento della Pietà. Tale è la penitenza del re caro agli Dei per aver sottomesso i Kalinga: perché la conquista di un paese indipendente è strage, morte, cattività di uomini; e ciò è fonte di pena e deplorazione per il re caro agli Dei. Ma ancor più penoso per il re caro agli Dei è il pensare che quel paese è abitato da brahmani e asceti e da seguaci di altre religioni e da laici, i quali praticano riverenza agli anziani, alla madre e al padre, obbedienza ai maestri, gentilezza, affetto e rispetto verso gli amici, i parenti, i compagni e i familiari, gli schiavi e i domestici; ed essi hanno subito offesa, o uccisione, o separazione dai loro cari; e quelli che non hanno perduto i loro affetti e i beni soffrono per la sventura, il danno, l'offesa che ha colpito amici, parenti, compagni, familiari".

Asoka, terzo sovrano della dinastia Maurya, regnò sull'India per più di trent'anni nel III secolo a.C. I suoi editti, incisi su colonne e su roccia nei luoghi più vari del suo regno, sono la prima testimonianza di scrittura che l'India ci abbia trasmesso.


 


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