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Derek Walcott
Levriero di Tiepolo (Il)
Adelphi
- Collana: Biblioteca Adelphi
n. 486 - Pagine 339 - Formato 14x22 - Anno 2005 - ISBN 9788845920271
Argomenti: Letteratura inglese, Poesia
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Prezzo di copertina € 22.00
Promozione fino al 30/9/2010 - Prezzo: € 18.70
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Note: A cura di Andrea Molesini
Caratteristiche:
brossura, con sovraccoperta, testo inglese a fronte
Note di Copertina
Il levriero di Tiepolo è una dichiarazione di poetica pittorica e letteraria, dove la parola aspira alla concretezza della pennellata e la pennellata vuole diffondersi come il suono della parola. In versi che scivolano uno sull’altro come onde, il poema dispiega lento i suoi temi, come un romanzo. Parla della silenziosa preghiera dell’arte, della memoria che stinge come il colore dei dipinti. E dell’esilio, emblema di quel senso di estraneità che alcuni si portano dentro ovunque, in ogni istante. Come lo stesso Walcott e il suo conterraneo Pissarro, lo specchio in cui continuamente si riflette: «La mia imprecisa e confusa biografia / è come la sua pittura; cioè il tradimento del racconto, / negare i fatti, alterare la topografia / della mappa; anche lui aveva le sue ragioni / per mentire alla Francia. Spie, cospiratori, / ecco cosa sono gli artisti, manomettono la verità». Walcott e Pissarro: separati da cento anni di storia, ma appartenenti entrambi a minoranze etniche e religiose – metodista il primo, sefardita il secondo. Due esuli volontari, che hanno scelto i climi freddi di New York e di Parigi. Due artigiani dalle vocazioni parallele, devoti allo studio del paesaggio e della luce. Quella luce arcana che unisce nello smarrimento Veronese a Tiepolo, la Città alla Natura, Parigi e Venezia ai Caraibi.
Poi tutti i dispiaceri che pesano su di noi,
i fallimenti continui, le trepidazioni confuse
passeranno come le luci sui ponti agli angoli dei paesi
dove le ombre si accucciano sotto le costellazioni traforate
dai nomi mai saputi, come il bagliore di una falce
che si leva sulle canne di bambù che ripetono il giro
delle stelle sulla mappa, dell'Arciere, che punta l'arco,
dell'Orsa, e del collare ingemmato del levriero di Tepiolo.