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Fino al 30/9/2010 promozione del 15% sul catalogo Adelphi

Jean Echenoz

Ravel

Adelphi - Collana: Fabula

n. 184 - Pagine 116 - Formato 14x22 - Anno 2007 - ISBN 9788845921452
Argomenti: Narrativa, Letteratura francese
Normalmente spedito in 3-5 gg. lavorativi

 Prezzo di copertina € 14.00

Promozione fino al 30/9/2010 - Prezzo: € 11.90
Sconto promozionale 15.00%
- Risparmio € 2.10

 



Note: Un romanzo - Traduzione di Giorgio Pinotti

Caratteristiche: brossura

 

Note di Copertina

Elegante ventiquattr’ore su ventiquattro e inaccessibile, laconico e gelidamente cortese, il protagonista di questo romanzo potrebbe sembrare una maschera – o un enigma. Eppure, e succede di rado, sin dalla prima inquadratura sappiamo con certezza che ci lasceremo conquistare. Forse perché il suo raffinato distacco ci sfida. Forse perché la casa minuscola e complicata in cui vive non lontano da Parigi, affollata com’è di miniature d’ogni sorta, statuette e ninnoli, carillon e giocattoli a molla, ci incanta. O forse perché è Ravel, uno dei musicisti più celebri al mondo. Ma le ragioni della malìa che quest’uomo asciutto e chic esercita su di noi sono probabilmente altre. Come Faulkner, ha il formato di un fantino, e quando, durante la Grande Guerra, lo vediamo percorrere impavidamente gli Champs-Élysées a bordo di un enorme autocarro militare – un piccoletto affogato in un pastrano blu e avvinghiato a un volante troppo grosso –, l’ilarità si mescola all’ammirazione. E quando dice in faccia a Gershwin che non ci pensa proprio a dargli lezioni di composizione perché non vuole fargli perdere la sua «semplicità melodica» – e a che scopo, poi, per diventare la brutta copia di Ravel? –, sentiamo con inspiegabile commozione che dietro la tracotanza delle sue battute, dietro il suo star dritto come un fuso negli abiti attillati, c’è il tormento di un’immensa stanchezza, della noia e della solitudine. E se alla fine, ritrovandolo ormai sepolto vivo in un corpo che non risponde più all’intelligenza, ci sembrerà più indimenticabile e vero del vero Ravel, il merito è tutto di Jean Echenoz, che con questo romanzo partecipe e nonchalant, indiavolato come un film muto e audace come un brano jazz, ci ha regalato una delle più sorprendenti letture degli ultimi anni.

«E invece sul mio di conto, insinua Ravel, ha mai sentito dire niente? Eh, temo proprio di sì, ammette Zogheb, qualcosa ho sentito. E cosa? indaga l'altro. Beh, dice Zogheb, pare che l'altro ieri lei abbia invitato qui una cinquantina di persone per inaugurare il suo busto, e già questo mi sembra poco plausibile viste le dimensioni della casa. Effettivamente, riconosce Ravel. Ma non è tutto, dice Zogheb. Si dice che alla fine della serata tutta questa bella gente fosse nuda e che, insomma ha capito cosa voglio dire, è a questo che si riferisce? Ecco, grida Ravel, sono proprio queste le maldicenze che la mia governante ha sentito al mercato. Non le sembra una cosa vergognosa? La cosa vergognosa è un'altra, ribatte Zogheb. E quale? chiede stupito Ravel. La cosa vergognosa, dice severamente Zogheb, è che lei mi inviti sempre a serate inappuntabili ma francamente piuttosto noiose, e si dimentichi di me l'unica volta che c'è da divertirsi».


 


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