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Fino al 31/8/2010 promozione del 15% sul catalogo Adelphi

Roberto Bolano

2666

Adelphi - Collana: Fabula

n.188 - Pagine 433 - Formato 14x22 - Anno 2007 - ISBN 9788845922084
Argomenti: Letteratura latino-americana, Narrativa
Normalmente spedito in 3-5 gg. lavorativi

 Prezzo di copertina € 19.00

Promozione fino al 31/8/2010 - Prezzo: € 16.15
Sconto promozionale 15.00%
- Risparmio € 2.85

 



Note: Traduzione di Ilide Carmigngni

Caratteristiche: brossura, con sovraccoperta

 

Note di Copertina

Che negli ultimi anni della sua breve vita Roberto Bolaño fosse diventato una sorta di leggenda non stupirà il lettore di questo libro, che sin dalla prima riga verrà risucchiato in un universo che il romanziere, quasi avesse le capacità evocatorie di uno sciamano, fa sorgere sotto i suoi occhi, per poi scomporlo e ricomporlo a suo piacimento. Un universo in cui, come Alice una volta attraversato lo specchio, vediamo venirci incontro i personaggi più diversi (un misterioso scrittore di cui si sono perse le tracce, i quattro studiosi che lo cercano in giro per il mondo, un pittore che si è tagliato una mano e vive in un manicomio svizzero, una donna bella e folle, un giornalista nero che capita per caso in Messico e si trova coinvolto in una inquietante vicenda di delitti seriali...), ognuno dei quali, per una qualche ragione, indimenticabile. Ammaliati dalla stupefacente capacità affabulatoria di Bolaño, e dalla sua voce al tempo stesso amabile e ironica, ci addentriamo in un labirinto di luoghi, di segni, di incontri, di libri, di quadri, di sogni, di storie che generano altre storie: un labirinto dove ci aggiriamo frastornati e felici, senza tuttavia sentirci mai perduti. Giacché, pur nel moltiplicarsi vertiginoso degli eventi, dei generi e dei piani temporali, Bolaño sa tenere il suo racconto con mano salda: e il lettore è certo che tutti i nodi che si vanno aggrovigliando si scioglieranno.

«Ebbero la certezza che la città cresceva ogni secondo. Videro, agli estremi limiti di Santa Teresa, stormi di urubù neri, vigili, che camminavano in pascoli riarsi, uccelli che lì erano chiamati gallinazos, e anche zopilotes, ma erano semplicemente piccoli avvoltoi che si nutrivano di carogne. Dove c'erano urubù, commentarono, non c'erano altri uccelli. Bevvero tequila e birra e mangiarono tacos sulla terrazza panoramica di un motel lungo la strada da Santa Teresa a Caborca. Il ciclo, al tramonto, sembrava un fiore carnivoro».


 

Indice - Sommario


1. La parte dei critici

2. La parte di Amalfitano

3. La parte di Fate


 


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