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Fino al 30/9/2010 promozione del 15% sul catalogo Adelphi

Anna Maria Ortese

Mare non bagna Napoli

Adelphi - Collana: gli Adelphi

n. 329 - Pagine 176 - Formato 13x20 - Anno 2008 - ISBN 9788845922855
Argomenti: Narrativa, Letteratura italiana
Normalmente spedito in 3-5 gg. lavorativi

 Prezzo di copertina € 10.00

Promozione fino al 30/9/2010 - Prezzo: € 8.50
Sconto promozionale 15.00%
- Risparmio € 1.50

 



Caratteristiche: brossura, copertina plastificata

 

Note di Copertina

«Il mare non bagna Napoli è una straordinaria discesa agli Inferi: nel regno della tenebra e delle ombre, dove appaiono le pallidissime figure dei morti. Di rado un artista moderno ha saputo rendere in modo così intenso la spettralità di tutte le cose, delle colline, del mare, delle case, dei semplici oggetti della vita quotidiana ... Anna Maria Ortese attraversa l’Ade posando sulle cose e le ?gure degli sguardi allucinati e dolcissimi: tremendi a forza di essere dolci; che colgono e uccidono per sempre il brulichio della vita. Nei racconti compresi nella prima parte del libro, questi sguardi penetrano nel cuore dei personaggi: ne rendono la musica e il tempo interiore, come molti anni prima aveva fatto Cechov». (Pietro Citati)

Dall'edizione "Fabula"
Al suo primo apparire, nel 1953, "Il mare non bagna Napoli" sembrò a molti inserirsi in quel filone che allora e dopo venne chiamato "neorealismo". Era tutt'altra cosa. Nato dall'incontro della scrittrice con quella città - che era e non era la sua - uscita in pezzi dalla guerra (un incontro che fu insieme un addio: a Napoli la Ortese non tornerà, in seguito, praticamente mai), il libro è la cronaca di uno spaesamento. La città ferita e lacera diventa infatti uno schermo sul quale l'autrice proietta ciò che lei stessa definisce la propria "nevrosi"; una nevrosi metafisica, una impossibilità di accettare il reale e la sua oscura sostanza, la cecità del vivere, un orrore del tempo che ogni cosa corrode e divora - e insieme il riconoscimento del "cupo incanto" della città, del mondo. Tutto il libro, con la sua scrittura "febbrile e allucinata" e al tempo stesso rigorosissima, è un grido contro questo orrore, da cui lo sguardo - come quello della bambina Eugenia il giorno in cui mette gli occhiali, nel primo, indimenticabile racconto - vorrebbe potersi distogliere: e non può.
La presente edizione è accompagnata da due testi del tutto nuovi e preziosi, scritti dall'autrice ripensando questo suo libro:per il lettore saranno la guida più sicura.

"Nella città e altrove, in tutto il mondo, era l'ora che la gente rientra a casa. Anche qui, in questo paese della notte, rientrava qualcuno, avanzando a tentoni dal fondo del corridoio, straccioni, mendicanti, suonatori, uomini e donne senza volto. In certe case si cucinava qualche cosa: un fumo, che aveva la densità di un corpo azzurro, scappava da qualche porta, s'intravedevano nell'interno fiamme gialle, volti neri di gente accoccolata tenendo sulle ginocchia una scodella. In altre stanze, invece, tutto era fermo, come se la vita si fosse pietrificata; uomini ancora in letto si rigiravano sotto grigie coperte, donne erano intente a pettinarsi, con l'incantata lentezza di chi non conosce quale sarà, dopo, l'altra occupazione della sua giornata. Tutto il terraneo, e il primo piano a cui risalimmo, erano in queste condizioni di inerzia sconsolata".


 


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