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Alain De Botton
Lavorare piace
Guanda
- Collana: Biblioteca della Fenice
Pagine 336 - Formato 14x22 - Anno 2009 - ISBN 9788860880376
Argomenti: Saggistica, Lavoro
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Prezzo di vendita: € 17.50
Note: Traduzione di Luisa Nera
Caratteristiche:
brossura
Note di Copertina
Ci sono luoghi cui non prestiamo attenzione, aree extraurbane spesso costellate da anonimi edifici privi di fascino. È il caso dei centri logistici, dove giungono enormi quantità di merci per essere confezionate e incanalate nei circuiti distributivi che alimentano i nostri consumi quotidiani. E ci sono professioni strane, apparentemente lontane dai nostri interessi più vivi e immediati, eppure indispensabili a garantire il flusso dell'esistenza che consideriamo normale.
Alain de Botton si è messo sulle loro tracce per celebrare «un'ode all'intelligenza, alla peculiarità, alla bellezza e all'orrore del lavoro moderno» e alla sua pretesa di costituire, insieme all'amore, uno dei cardini attorno a cui ruota il senso della nostra vita. E il frutto di questa poetica divagazione sul mondo del lavoro, in bilico tra racconto e reportage, è l'incontro con realtà e personaggi di irresistibile presa. Un solitario pittore che per tre anni dipinge la stessa quercia, inventori di scarpe per camminare sull'acqua, manager di biscottifici tenacemente impegnati nella produzione di snack al sapore di gambero, tutti accomunati da un'irrefrenabile vocazione: buttarsi a capofitto nel lavoro per innalzare una fragile protesta contro la natura effimera dell'esistenza umana.
Un brano:
"Due secoli fa i nostri antenati sapevano dire l'origine e la storia precisa di ogni singola merce del limitato assortimento di commestibili e beni di consumo a loro disposizione, conoscevano la gente che li produceva e gli strumenti impiegati nella loro produzione. Conoscevano bene il maiale, il falegname, il tessitore, il telaio e la lattaia. Da quei tempi l'assortimento di oggetti in commercio è cresciuto esponenzialmente, ma la nostra comprensione della loro genesi si è ridotta quasi a zero. Oggi siamo tanto più immaginativamente scollegati dalla produzione e dalla distribuzione delle merci quanto più siamo tecnicamente in grado di ottenerle, un processo di alienazione che ci priva di una miriade di opportunità di provare meraviglia, gratitudine e sensi di colpa."
"C'è un che di straordinario in Alain de Botton. Combatte la guerra contro il conformismo con armi tattiche tutte sue: è erudito ma non minaccioso, ha curiosità e sensibilità. Guida il lettore verso la piena comprensione delle cose, miscelando la giusta dose di forza espressiva e moderazione." The Independent