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Ernst Junger

Capanna nella vigna (La)

Guanda - Collana: Biblioteca della Fenice

Pagine 288 - Formato 14x22 - Anno 2009 - ISBN 9788882464936
Argomenti: Letteratura tedesca, Storia contemporanea, Diari - Interviste
Normalmente spedito in 3-5 gg. lavorativi

Prezzo di vendita: € 20.00

 



Note: Gli anni dell'occupazione, 1945-1948 - Traduzione di Alessandra Iadicicco

Caratteristiche: brossura

 

Note di Copertina

Lasciare «tracce di luce sul gioco delle onde dei giorni vissuti», più come un «piacere che come un dovere». Sono le parole con cui, all'inizio di un nuovo anno, Ernst Jünger rinnova il proposito di tenere il diario, distillando in un'immagine il senso di questo libro.
Bassa Sassonia, 11 aprile 1945 – 2 dicembre 1948: è il tempo della desolazione, in cui si piangono i propri cari o ci si consuma nell'incertezza della loro sorte. In balia degli umori degli occupanti, con la fame, il peso degli orrori che filtrano dai racconti dei prigionieri liberati dai campi di concentramento e dei nuovi profughi dell'Est che affollano le strade, si soffre l'umiliazione dell'isolamento e dell'unanime condanna internazionale, e si sperimenta una dolorosa fragilità.
La resa incondizionata, la catena di esecuzioni e suicidi dei potenti della stagione appena conclusa (prima Mussolini, poi Hitler, Goebbels, Himmler), la capitolazione giapponese e le bombe su Hiroshima e Nagasaki; come pure il ripristino della corrente elettrica, la prima lettera ricevuta, la fioritura del giardino, il miracolo di un fossile che ci ricorda la vitalità e l'unità dell'universo al di là del tempo e dello spazio: ogni cosa viene puntualmente annotata. La resurrezione cui pian piano si assiste passa per le piccole cose, per una quotidianità di lavoro, letture, abitudini e affetti ritrovati o onorati nel ricordo (come il figlio Ernstel, caduto sul fronte italiano nel 1944); ma anche per un primo tentativo di valutazione di quanto è accaduto.

Un brano:
"I prigionieri dei campi di concentramento riempiono le strade a pedita d'occhio. Chi aveva pensato che si sarebbero riversate sul paese orde di predoni ha sbagliato le sue previsioni, almeno per quello che posso giudicare da qui. Le persone mi paiono anzi contente, come dei resuscitati. Stamattina sono entrati in cortile sei ebrei, liberati da Belsen. Il più giovane aveva undici anni. Con meraviglia, con la brama di un bambino che non aveva mai visto niente del genere, sfogliava dei libri illustrati."


 


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