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Guido Cavalcanti
Rime
Rizzoli.
- Collana: Poesia / BUR / Classici
Pagine 186 - Formato 11,3x17,8 - Anno 1998 - ISBN 9788817121729
Argomenti: Poesia, Classici italiani
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Prezzo di copertina € 8.60
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Note: A cura di Marcello Ciccuto - Introduzione di Maria Corti
Caratteristiche:
brossura
Note di Copertina
"Guido è il primo poeta italiano degno di questo nome, perchè è il primo che abbia il senso e l'affetto reale" (Francesco De Sanctis)
Tutto il canzoniere di Guido Cavalcanti, il più grande e drammatico poeta dello Stilnovo, uno dei culmini della poesia medioevale europea. Protagonisti sono gli "spiriti" e gli "spiritelli", cioè le varie facoltà dell'anima personificate, che agiscono nell'ambito di un mondo irreale e astratto, senza spazio e senza tempo. Accanto al motivo dell'amore tragico, che annienta le potenze vitali, si colloca l'altro motivo principe della poesia stilnovista, la bellezza sovrumana della donna, contemplata con estatico stupore. I contemporanei giudicarono questo malinconico e ironico capo di parte guelfa"sottilissimo dialettico e filosofo", "cortese e ardito ma sdegnoso e solitario e intento allo studio" e "troppo tenero e stizzoso". Il lettore di oggi troverà i suoi versi singolarmente moderni: versi atroci, "parole adornate di pianto, dolorose e sbigottite" che rappresentano la terribile realtà d'Amore, che vince le resistenze naturali e le capacità razionali dell'uomo.
Voi che per li occhi mi passate 'l core
e destaste la mente che dormia,
guardate a l'angosciosa vita mia,
che sospirando la distrugge Amore.
E' ven tagliando di sì gran valore,
che' deboletti spiriti van via:
riman figura sol en segnoria
e voce alquanta, che parla dolore.
Dall'edizione precedente:
Questo volume raccoglie tutto il canzoniere di Guido Cavalcanti, il più grande e drammatico poeta dello Stil Novo, uno dei culmini della poesia medioevale europea. I contemporanei giudicarono questo malinconico e ironico capo di parte guelfa "sottilissimo dialettico e filosofo", "cortese e ardito ma sdegnoso e solitario e intento allo studio"; e, ciò che ci pare più strano, "troppo tenero e stizzoso". Il lettore di oggi troverà i suoi versi singolarmente moderni: versi atroci, " parole adornate di pianto, dolorose e sbigottite" ci rappresentano la terribile realtà d'Amore, che vince tutte le resistenze naturali e le capacità razionali dell'uomo, e ci spinge verso la distruzione e la morte definitiva. L'edizione e il commento sono a cura di Marcello Ciccuto: l'introduzione è di Maria Corti, uno dei maggiori medievalisti italiani.